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Mercoledì, 23 Set 2026

Uno nostro lettore ci ha segnalato che quanto riportato nel nostro articolo apparso sul Foglietto del 23 febbraio 2017, dal titolo “Ingv. Rito abbreviato per la nomina del nuovo direttore del Centro nazionale terremoti”, presenterebbe qualche contraddizione rispetto al provvedimento di nomina adottato dal cda dell’Ingv il 20 dello stesso mese.

In particolare, il nostro lettore evidenzia che la nomina di cui trattasi è stata deliberata ad interim, e non pleno iure, per il tempo necessario alla definizione della revisione dell’assetto organizzativo del Centro nazionale terremoti già in itinere per effetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 218 del 2016.

Ringraziamo il nostro lettore, che ci dà l’occasione per tornare sull’argomento e per precisare che quanto riferito dal Foglietto nell’articolo del 23 febbraio scorso teneva rigorosamente conto, innanzitutto, del comunicato stampa dell’ente, diffuso il 21 febbraio, nel quale si leggeva testualmente: “Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha nominato Salvatore Stramondo nuovo Direttore del Centro Nazionale Terremoti (CNT). Stramondo, già Responsabile dell’Unità Funzionale Dati Satellitari per l’Osservazione della Terra dell’INGV, succede al dimissionario Salvatore Mazza“, nonché di una dichiarazione del presidente Carlo Doglioni, diffusa il 17 febbraio e pubblicata sul sito dell’ente, nella quale si leggeva, tra l’altro, che “Il Direttore del Centro Nazionale Terremoti (CNT), Salvatore Mazza, ha dato le proprie dimissioni agli organi di vertice dell’Ente solo ed esclusivamente per sopraggiunti problemi familiari e rimarrà in carica fino all’espletamento della nuova procedura selettiva”.

Di tutto ciò, e non di altro, Il Foglietto ha dato puntualmente notizia.

E’ accaduto, invece, che l’Ingv il 24 febbraio, giorno successivo al nostro articolo, ha pubblicato la delibera adottata dal cda il 20 febbraio 2017, con la quale era stata disposta la nomina di un direttore ad interim del Centro nazionale terremoti, che avrebbe ricoperto l’importante incarico, nelle more dell’espletamento della nuova procedura selettiva, da effettuarsi dopo la definizione del nuovo assetto organizzativo dell’ente.

In tale provvedimento, peraltro, non venivano chiariti i motivi per i quali il direttore dimissionario del Cnt non fosse rimasto al suo posto “fino all’espletamento della nuova procedura selettiva”, siccome dichiarato dal presidente Doglioni appena tre giorni prima.

In conclusione, qualche contraddizione c'è stata, non nel nostro articolo, ma nel comportamento dell’Ingv.

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