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Sabato, 02 Mag 2026

di Paolo Vita

Cnr nel caos per cercare di dribblare l'intervento dei cinque saggi previsti dalla legge per il riordino degli enti di ricerca, che dovrebbero sbarcare a piazzale Aldo Moro

per aiutare il cda a dare una nuova fisionomia all'ente. Maiani nei giorni scorsi avrebbe prima chiesto allo stesso cda di approvare la scomparsa di 4 dipartimenti, ma dopo aver incassato lo stop da parte dei consiglieri, ha invitato tutti i direttori degli Istituti a incontrarlo per discutere un'altra proposta, che prevede la creazione di 4 Proto Aree, che dovrebbero sostituire gli attuali dipartimenti. Questo secondo progetto, che ancora non sarebbe stato portato al cda, prevede di far confluire nella Proto Area chiamata "Habitat e Vita" i dipartimenti Terra e Ambiente, Agroalimentare, Scienza della Vita e Medicina. Nella Proto Area "Energia, Informatica e Sistemi Produttivi" dovrebbero finire Energia e Trasporti, ICT e Sistemi di produzione; in quella denominata "Materia" è invece previsto l'accorpamento di Progettazione Molecolare e Materiali Dispositivi. Nella Proto Area chiamata "Cultura, Territorio e Società" potrebbero essere fusi i dipartimenti di Identità Culturale e Patrimonio Culturale. La proposta presentata da Maiani il 20 gennaio, che sarebbe stata bloccata da una mozione del cda, prevedeva "la fusione dei dipartimenti di Medicina e Scienze della Vita in un'unica struttura a valenza Biomedica". Identità Culturale e Patrimonio Culturale, Maiani voleva inserirli nel dipartimento Scienze Umane Sociali e Giuridiche. Nel nuovo dipartimento dell'area Ingegneristica voleva accorpare taluni istituti "attualmente compresi nei dipartimenti di Energia e Trasporti, Sistemi di produzione e Ict". Questa impostazione - secondo Maiani - andava completata con un ufficio preposto al coordinamento di attività di carattere informatico, sul modello del Tecnology Transfer Office (guidato dalla signora Manuela Arata, ndr)". Per ora le proposte di Maiani fioccano ma non sembrano trovare credito nel cda. Molto critico sulla questione il giudizio del coordinatore nazionale di Usi/RdB-Cnr, Ivan Duca, secondo il quale "il vertice del Cnr insiste in una politica contraddittoria, senza una seria valutazione delle attività e del management dei dipartimenti, con una costante mutazione degli assetti: da un lato, la divisione di singoli istituti, come nel caso dell'Infm e, dall'altro, l'accorpamento dei dipartimenti. Una politica nefasta per un ente ridotto allo stremo, dalla riforma Moratti, con un bilancio che trasferisce poco o nulla alla ricerca e tanto alla finanza".

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