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Giovedì, 27 Ago 2026

Anche quest’anno sono state lanciate dall’Unione Matematica Italiana (UMI) le gare di matematica femminili, per risolvere il problema della scarsa presenza delle ragazze nelle gare matematiche miste.

Come valutare l’istituzione di gare separate?

Io credo che il problema della scarsa presenza femminile nelle gare di matematica sia solo una piccola parte del problema più grande della scarsa presenza delle studentesse nei corsi di laurea nelle discipline STEM (Science, Thecnology, Engineering, Mathematics). Una difficoltà che affonda le sue radici nella nostra cultura.

Le ragazze ricevono continuamente messaggi che le allontanano dalle discipline ‘dure’. Alcuni sono espliciti, altri subliminali e si insinuano in modo sottile e impercettibile nel quotidiano.

Un importante studio pubblicato su Science ha mostrato che già all’età di 6 - 7 anni certi insegnamenti inculcano nelle bambine l’idea di essere meno adatte a giochi “per bambini veramente intelligenti” e più adatte ai giochi “per bambini che si impegnano veramente tanto”.

L’Intelligenza è da secoli attribuita al maschile; l’impegno e cura al femminile: stereotipi duri a morire che non favoriscono l’autostima delle ragazze.

Ritengo allora che proporre una gara riservata, in cui le studentesse sperimentino l’opportunità di partecipare con successo e divertimento al gioco matematico, possa essere un primo tentativo per arrivare alla soluzione di un problema ben più grande che richiede interventi su più fronti, sull’educazione in famiglia, sull’istruzione a scuola e sui modelli culturali offerti dai media e dai libri di testo.

Le gare di matematica femminili si terranno il 5 marzo 2021, online.

Nella foto, in alto, le partecipanti e le vincitrici delle prime Olimpiadi matematiche del 2017.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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