Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 31 Ago 2026

Secondo il Leiden Ranking, realizzato dal Centre for Science and Technology Studies (CWTS) dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, basato su dati che misurano l’impatto scientifico, l’intensità delle collaborazioni e l’open access, l’Università degli Studi di Milano è al primo posto in Italia e 64mo al mondo nell’area Biomedical and Health sciences per le pubblicazioni nel top 10% di quest’area.

Tra i mega atenei, primo posto anche per la percentuale di pubblicazioni open access, ben il 71,7%, e per il numero di pubblicazioni in coautoraggio con altre istituzioni (66mo posto al mondo). In generale, la Statale di Milano si colloca al 141mo posto nel mondo per le pubblicazioni nel top 10%, e quinto in Italia.

“Questi ottimi posizionamenti riflettono non solo gli investimenti, costanti negli anni, effettuati dall’ateneo sulla ricerca biomedica, ma anche gli sforzi direzionati a rendere la ricerca in questo ambito sempre più trasversale, interdisciplinare e competitiva, favorendo la collaborazione fra le scienze della salute e altri ambiti disciplinari, quali l’informatica, la fisica e le scienze giuridiche. Il primato raggiunto nell’open access è il risultato di politiche attivate nell’ateneo già diversi anni fa, grazie al recepimento precoce delle indicazioni della Commissione Europea su Open Science e Open Data e alle azioni di sensibilizzazione dei docenti su questi temi”, commenta Maria Pia Abbracchio (foto a fianco), Pro-Rettrice vicaria con delega al coordinamento e alla promozione della ricerca dell’Università degli Studi di Milano.

Quello di Leiden è un ranking multidimensionale che considera l’impatto scientifico, l’intensità delle collaborazioni e l’open access. Realizzato dal 2011, da quest’anno esce sia nella versione tradizionale sia in una nuova, che utilizza solo dati aperti tratti da Open Alex, un’infrastruttura open e di libera consultazione, che ha avuto negli ultimi due anni uno sviluppo rapidissimo rispetto all’ampiezza dei contenuti e alla robustezza dei dati, tanto da convincere gli studiosi di Leiden a passare a questa nuova fonte. In questo modo, sono le comunità dei ricercatori e le istituzioni a dare il giudizio finale sulla robustezza dei dati, potendo confrontare il ranking tradizionale (che utilizza dati proprietari) con quello nuovo (che utilizza dati aperti).

Com. St.

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Festival delle Corrispondenze”, dal 28 agosto al 6 settembre a Monte del Lago

Dal 28 agosto al 6 settembre, torna il Festival delle Corrispondenze, con la sua XV edizione:...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
Back To Top