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Venerdì, 15 Mag 2026

di Paolo Vita

Rete Ventures è stata trasformata in società in house del Cnr, ma neanche quest'astuzia, che le consente di ottenere lavori dallo stesso Cnr senza effettuare gare, è riuscita a risollevare le sorti della società guidata da Luca Anselmi e Manuela Arata, che ha chiuso il bilancio 2009 con una perdita di 138mila euro.

Nulla di strano se si considera che dal 2004, anno di costituzione di Rete Ventures, il gioiello dell'Arata non è mai riuscito a guadagnare, ad eccezione del 2008 quando il risultato fu positivo per 29 mila euro.

Un aspetto messo in evidenza anche dal  revisore dei conti di Rete Ventures, che nella sua relazione al bilancio 2009 ha sottolineato come "per effetto della sommatoria della perdita del periodo 2009, pari a 137.893 euro e delle perdite pregresse, pari a 228.513 euro la perdita patrimoniale complessiva è pari a 366.406 euro".

I costi della produzione sono passati dagli 87mila euro del 2008 ai 380mila del 2009 mentre il valore della produzione è passato dai 38mila euro del 2008 ai 243mila dello scorso anno (di cui 109mila euro derivati da prestazioni effettuate in favore del Cnr e 100mila ricevuti come finanziamento da quest'ultimo). Cioè su 243mila euro di valore della produzione, ben 209mila sono arrivati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

I debiti sono invece cresciuti di oltre 100mila euro, arrivando a toccare quota 178mila a fronte dei 72mila del 2008. Per pagare gli avvocati nella disputa legale che ha opposto Rete Ventures ai soci provati di Quantica (società controllata da Rete Ventures al 36%), il valore della cui partecipazione è stimato in 208mila euro, l'azienda guidata da Anselmi ha impiegato 90mila euro per le spese legali.

Nonostante i risultati deludenti, il Cnr nel 2009 ha versato a Rete Ventures  400mila euro "in conto futuro aumento di capitale" di cui 100mila euro sono però stati usati per il finanziamento delle attività correnti.

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