Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 17 Mar 2026

Temple universityIl glioblastoma, il tipo più comune di cancro al cervello, è una malattia molto aggressiva per cui non esistono efficaci strategie terapeutiche. Una delle caratteristiche principali delle cellule tumorali del glioblastoma è la loro capacità di riprogrammare il proprio metabolismo energetico commutandolo in un metabolismo di tipo glicolitico, ovvero un tipo di metabolismo che si basa su un alto assorbimento e consumo di glucosio il quale, a sua volta, favorisce e sostiene l’aggressività di queste cellule.

Ricercatori della Sbarro Health Research Organization di Philadelphia e dell’Università di L'Aquila hanno dimostrato come l’utilizzo di un vecchio farmaco, il flavopiridolo, nato e utilizzato in passato come agente antitumorale per la sua capacità di inibire molecole che fungono da acceleratori della proliferazione cellulare, possa trovare un nuovo razionale impiego per il trattamento del glioblastoma. Il flavopiridolo, infatti, sarebbe in grado di ‘affamare’ le cellule tumorali, riducendo le quantità di zucchero loro necessarie per sostenere la crescita tumorale.

Tra i target del flavopiridolo, che dal punto di vista chimico è un flavonoide sintetico, c’è infatti anche l’enzima glicogeno fosforilasi, la cui inattivazione, mediata dal farmaco, comporta una riduzione della disponibilità di glucosio come substrato fondamentale per il processo glicolitico.

Gli autori hanno verificato se il flavopiridolo potesse essere utilizzato per bloccare la crescita delle cellule di glioblastoma, riducendo l’apporto energetico al tumore.

I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Cellular Physiology e dimostrano come il flavopiridolo sia in grado di inibire la proliferazione cellulare mediante questo meccanismo.

«I nostri studi dimostrano che è possibile utilizzare a questo scopo il flavopiridolo sia come singolo agente sia in combinazione con gli attuali agenti anti-proliferativi utilizzati per il trattamento dei pazienti affetti da glioblastoma» dice Annamaria Cimini dell'Università degli Studi dell'Aquila, autore principale dello studio. «Lo sviluppo di nuove formulazioni farmaceutiche, basate sempre sulla struttura del flavonoide, volte ad affamare le cellule tumorali potrebbe offrire nuove opportunità per il trattamento del glioblastoma», dice Antonio Giordano, fondatore e direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e del Center for Biotechnology nel College of Science and Technology presso la Temple University di Philadelphia e Professore di Patologia e Oncologia presso l'Università di Siena.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
Back To Top