Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 17 Lug 2024

La dieta dell’Uomo di Neanderthal? Carne di rinoceronte o di muflone nel Centro Europa, funghi, muschio e pinoli in Spagna. L’originale menù, le sue distinzioni regionali  e alcune malattie dei nostri lontani antenati sono stati ricavati dall’analisi del DNA del tartaro dentale, oggetto di una ricerca internazionale, pubblicata su Nature.

Al lavoro, guidato dai ricercatori Laura S. Weyrich e Alan Cooper dell’Università australiana di Adelaide, ha partecipato David Caramelli, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.

Il sequenziamento del DNA dei depositi dentali di cinque esemplari europei di Neanderthal ha rivelato marcate differenze regionali nell’alimentazione: un uomo di Neanderthal proveniente dalla grotta di Spy in Belgio osservava una dieta a base di carne, mangiava rinoceronte lanoso e muflone, caratteristici di un ambiente di steppa. Al contrario, un individuo di El Sidrón, in Spagna, si nutriva di pinoli, muschio e funghi, ricavati dalla foresta.

Ma lo studio fornisce anche informazioni sul microbioma (la cosiddetta flora batterica) dell’uomo preistorico, sulla sua salute e malattie. Dall’analisi del Neanderthal spagnolo si ricava come il nostro progenitore si sia curato un ascesso dentale, svelato dalla conformazione ossea: nel DNA del tartaro preistorico sono, infatti, state rintracciate sequenze riconducibili a muffe, probabilmente cresciute su materiale erbaceo, capaci di produrre Penicillium, e altre riconducibili al pioppo, che contiene l’acido acetilsalicilico.

Sempre dallo studio del campione proveniente da El Sidrón, il team mondiale - che per l’Italia, oltre all’Ateneo fiorentino, comprendeva anche l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente - sono state ottenute sequenze di un batterio (Enterocytozoon bieneusi), che provoca diarrea acuta negli esseri umani. Ed è stato individuato il genoma quasi completo di un batterio orale, il Methanobrevibacter commensali, che con 48mila anni di età può essere considerato il più antico genoma microbico orale finora scoperto.

“La ricerca d’avanguardia sta percorrendo strade molto innovative per la valorizzazione dei reperti antichi, desumendo dati preziosi anche da poche tracce di un elemento – spiega David Caramelli –. Basti pensare che fino a poco tempo fa il tartaro veniva addirittura rimosso dalle collezioni odontoiatriche antropologiche”.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

Presidenza Cdc: “Legge Nordio lede i principi dello Stato di diritto”

Continuano le prese di posizione contro il disegno di legge proposto dal Guardasigilli, Carlo...
empty alt

Gonnella (Antigone): “Il ddl sicurezza stravolge il sistema penitenziario”

“Nei prossimi giorni potrebbe arrivare in aula, alla Camera dei Deputati, il ddl sicurezza, una...
empty alt

Stagione Lirica di Padova al via con la Nona Sinfonia di Beethoven

«Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio vada al mondo intero!». Un messaggio universale di...
empty alt

“Madame Luna”, film svedese che mostra ciò che la civile Italia finge di non conoscere

Madame Luna, regia di Daniel Espinosa, con con Meninet Abraha (Madame Luna), Hilyam...
empty alt

Creatività scientifica femminile. “I geni che saltano” di Barbara McClintock

Fino alla fine degli anni Quaranta, si pensava che il genoma, il patrimonio genetico di un...
empty alt

Atella, suggestivo borgo lucano alle falde del Monte Vulture

Mia sorella, dico a Domenico Saraceno mentre visitiamo Atella, paese lucano di 3500 abitanti ad...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top