Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 09 Mag 2026

Piante minacciate dall’eccessivo prelievo come il bucaneve o il pungitopo o specie che sono a rischio come il piccolo quadrifoglio d'acqua, ormai quasi scomparso nelle zone umide per via dell’inquinamento, che sopravvive con piccole popolazioni solo nella zona di Pisa.

E ancora rane, raganelle e salamandre, specie minacciate sempre a causa dei cambiamenti ambientali.

Per tutelare il patrimonio di biodiversità della Toscana è partito Monito-rare, un progetto che la Regione ha affidato alle Università di Pisa, Firenze e Siena, che è stato presentato al pubblico nel convegno "Governare la biodiversità" che si è svolto a Firenze giovedì 22 febbraio scorso.

Obiettivo del progetto è quello di monitorare gli habitat e le specie vegetali e animali, come richiesto dalla “Direttiva Habitat” dell'Unione europea. Gli esiti dell’indagine confluiranno quindi nel rapporto nazionale curato dal Ministero dell'Ambiente che l'Italia invierà alla Commissione europea.

"Per la prima volta in Toscana - dice Gianni Bedini responsabile del progetto per l’Università di Pisa - sperimenteremo sul campo i metodi di monitoraggio stilati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, applicandoli a circa cinquanta specie di animali e piante. I dati che raccoglieremo entro la fine dell'anno serviranno sia a validare o ricalibrare i metodi di monitoraggio, sia ad aggiornare le conoscenze sulla distribuzione delle popolazioni investigate e sui fattori che ne minacciano la sopravvivenza”.

L’Università di Pisa ha aderito a Monito-rare con il Dipartimento di Biologia e il Museo di Storia Naturale. Il gruppo pisano - composto da Gianni Bedini, Lorenzo Peruzzi, Giulio Petroni, Marco Zuffi, Giovanni Astuti e Matilde Boschetti - opererà d'intesa con quelli di Siena e di Firenze con il coordinamento di Bruno Foggi, botanico dell'Ateneo fiorentino.

"Tutti quanti condividiamo una fortissima motivazione a lavorare sulla conservazione della biodiversità toscana mettendo a sistema le nostre competenze e conoscenze in materia di distribuzione e demografia delle popolazioni da monitorare - conclude Bedini – nei prossimi mesi abbiamo in agenda degli incontri plenari per affrontare le criticità tecnico-scientifiche del monitoraggio e delle riunioni tecniche più ristrette per verificare il rispetto del cronoprogramma e l'adempimento degli obblighi amministrativi".

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

50 anni fa il terremoto in Friuli: io c’ero. Ci sono cose non dette

Ero militare, terremotato, e scrivo perché la storia viene oggi riportata dai media in maniera...
empty alt

Spesa militare mondiale 2025 a 2.887 miliardi di dollari. Italia: +20%

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top