Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 09 Mag 2026

Un nuovo studio coordinato da Giorgio Manzi - ordinario di Antropologia presso il Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza - in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e l’Università di Firenze, ha dimostrato una stretta relazione tra locomozione bipede e cambiamenti nell’occlusione dentaria, a partire dai nostri più antichi antenati di milioni di anni fa.

Questi risultati, pubblicati su Scientific Reports, contestano la diffusa convinzione secondo cui le caratteristiche della nostra dentatura sarebbero state una conseguenza diretta dei cambiamenti nella dieta avvenuti perlopiù con la comparsa dei primi strumenti del Paleolitico e con l’uso del fuoco per la cottura del cibo.

I ricercatori, confrontando la forma delle mandibole di un ampio campione di primati estinti e viventi con la velocità evolutiva con cui questo distretto osseo si è modificato nel tempo, hanno osservato che il mascellare inferiore della nostra specie e dei nostri parenti più prossimi, come le australopitecine o i Neanderthal, si è modificato nel corso degli ultimi milioni di anni più rapidamente che in qualsiasi altra scimmia del passato.

Quindi il cambiamento nelle mandibole ha interessato anche i nostri antenati più antichi, milioni di anni prima dell’uso sistematico di strumenti, della scoperta del fuoco e della cottura del cibo, in specie con abitudini alimentari molto differenti tra loro.

Secondo la nuova ricerca, la spiegazione di questa sorprendente accelerazione evolutiva è da individuare nel nuovo assetto della mandibola dovuto all’acquisizione della locomozione bipede e della postura eretta, avvenuta tra 6 e 7 milioni di anni fa. Ciò indica che i due processi-chiave dell’evoluzione umana, il bipedismo e l’occlusione dentaria, sono molto più interconnessi di quanto creduto finora.

I nuovi assetti strutturali hanno coinvolto collo, mandibola e cranio (portato sulla sommità della colonna vertebrale) dei nostri antenati, producendo a cascata una serie di effetti, in qualche modo imprevisti, che hanno consentito già alle prime forme di ominidi bipedi di adattarsi al consumo di alimenti più consistenti (semi e tuberi) in ambienti di foresta più rada e poi di savana. Successivamente, tali cambiamenti avrebbero consentito ai primi rappresentanti del genere Homo di modificare la loro dieta in senso più carnivoro, fino ad arrivare alle gracili mandibole di Homo sapiens con denti di dimensioni ridotte e al nostro curioso mento.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

50 anni fa il terremoto in Friuli: io c’ero. Ci sono cose non dette

Ero militare, terremotato, e scrivo perché la storia viene oggi riportata dai media in maniera...
empty alt

Spesa militare mondiale 2025 a 2.887 miliardi di dollari. Italia: +20%

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top