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Lunedì, 24 Ago 2026

Il Tribunale di Potenza ha condannato la società Eni per il reato di traffico illecito di rifiuti nell'ambito del processo sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. Nel 2016 l'inchiesta portò al sequestro, durato circa quattro mesi, del Centro Olio di Viggiano (Potenza): l'accusa riguardava lo smaltimento dei rifiuti prodotti dallo stesso Centro Olio.

La compagnia petrolifera, inoltre, è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa di 700 mila euro e alla confisca di circa 44,2 milioni di euro, da cui sottrarre i costi già sostenuti per l'adeguamento degli impianti.

La condanna per il traffico illecito di rifiuti nel Centro Olio di Viggiano è "un segnale importante per la tutela dell'ambiente". Questo il commento della pm Laura Triassi (oggi Procuratore capo a Nola), che dal 2016 ha seguito l'inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. "Bisogna tutelare - ha aggiunto - la libertà di impresa, ma è necessario che questa si svolga nel rispetto delle norme e nella tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente".

“Abbiamo appreso con grande soddisfazione dai media nazionali regionali e locali della storica condanna dell’Eni, per smaltimento illecito di rifiuti petroliferi - ha dichiarato con un comunicato Vitantonio Iacoviello, Presidente della sezione Vulture Alto Bradano e Consigliere nazionale di Italia Nostra” - che ha aggiunto - “Siamo riconoscenti al Tribunale di Potenza, alle Associazioni Liberiamo la Basilicata ed Ehpa, e a tutti quei lucani che si sono spesi per questo storico risultato. In particolare, siamo grati al Maggiore Giuseppe di Bello, all’epoca dei fatti Tenente, per il grande lavoro compiuto per sostenere la tesi dell’inquinamento”.

Di diverso tenore la reazione dell’Eni che, da un lato, ha accolto “con favore la pronuncia di assoluzione parziale emessa dal Tribunale di Potenza rispetto all'ipotesi di reato di falsità ideologica in atto pubblico”, dall’altro, invece, "non condivide il riconoscimento di responsabilità per la grave ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti". La compagnia "rimane convinta che l'operato del Cova (il Centro Olio di Viggiano) e dei propri dipendenti sia stato svolto nell'assoluto rispetto della normativa vigente e, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, si prepara a presentare al più presto appello".

Adriana Spera
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