Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il mondo: sempre più donne iniziarono a viaggiare da sole, sfidando le rigide convenzioni sociali del loro tempo.
Con taccuini, macchine fotografiche e matite, queste esploratrici raccontavano la realtà attraverso uno sguardo nuovo, personale e spesso inedito.
Tra le più straordinarie figure di questa stagione di emancipazione spicca Alexandra David-Néel (1868-1969), scrittrice, orientalista e mistica francese, passata alla storia come la prima donna europea a entrare nel misterioso e allora quasi inaccessibile Tibet.
L’impresa avvenne nel 1924, quando, a 56 anni, riuscì a raggiungere Lhasa partendo dal Sikkim e travestendosi da uomo per eludere i controlli delle autorità.
Ma Alexandra David-Néel non fu soltanto un’eccezionale esploratrice. I suoi studi sulle religioni orientali, e in particolare sul Buddismo tibetano, la resero una delle prime autorevoli mediatrici culturali tra Oriente e Occidente.
Tra le sue opere più celebri si ricordano Il lama delle cinque saggezze e Il Buddismo, testi che ancora oggi offrono preziosi spunti di riflessione spirituale e filosofica.
Morì all’età di 101 anni, lasciando un’eredità intellettuale e spirituale di straordinaria importanza.
La sua vita è raccontata nella biografia di Ruth Middleton, Alexandra David-Néel. Una donna buddista.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
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