Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 22 Lug 2026

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione, per poterli riprodurre e consegnare ai posteri. Allestì quindi la propria casa con parti del corpo umano, eseguite con arte mirabile e disposte nel modo più elegante. E le spiega utilizzando un linguaggio semplice, nativo e puro, in cui nulla resta oscuro, ma con tanta chiarezza come se ne trova in uno studioso di anatomia”.

Così scriveva di lei l’illustre filosofo Francesco Zanotti, in “De re ostetricia”, nel 1755.

Anna Morandi (1714-1774) è stata la seconda laureata all’Università di Bologna, dopo Laura Bassi, in tempi in cui le università erano precluse alle donne. Divenne poi docente di anatomia e abile realizzatrice di modelli anatomici in cera.

Aveva sposato Giovanni Manzolini, docente di anatomia all’Università di Bologna, che le fece da maestro.

I loro modelli venivano utilizzati in tutte le Facoltà di medicina, a scopo dimostrativo, poiché generalmente non c’era un numero sufficiente di cadaveri disponibili.

Anna Morandi ebbe sei figli, ma non abbandonò mai le sue attività e, quando il marito si ammalò, lo sostituì nelle lezioni universitarie.

La preparazione dei modelli femminili e le raffigurazioni ginecologiche erano, in quei tempi, di dominio esclusivo delle donne e lei ne fu pioniera.

Nel 1760, alla morte del marito, le venne assegnata la cattedra di anatomia e le venne conferito il titolo di “modellatrice”.

Grazie alla sua abilità nella dissezione, la studiosa aveva compiuto diverse scoperte originali, come ad esempio la definizione dell’attaccatura del muscolo oculare obliquo.

Divenne però celebre soprattutto per i suoi modelli a cera, in particolare per quelli che rappresentavano l’apparato genitale femminile e lo sviluppo del feto.

Questi ultimi furono mostrati in tutta Europa, ora esposti al Museo di Palazzo Poggi in Bologna e presi ad esempio per i modelli anatomici successivi.

Morì a sessant'anni e fu sepolta, con funerali solenni, nella chiesa di San Procolo a Bologna.

Sulla lapide viene definita prima di tutto “moglie amorevole e madre”. Solo nella terza riga si legge: “Artista colta ricercatrice insegnante brillante".

Nelle immagini alcune opere dell’artista, tra cui il suo autoritratto: un busto in cera esposte al museo di Palazzo Poggi a Bologna.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie dall’antichità all’IA", (Ledizioni, 2026)

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Mary Anning, una delle pioniere della paleontologia

Dorset, Inghilterra, 1811. A soli 12 anni, una ragazzina ritrovò il primo scheletro completo di...
empty alt

Identificato nuovo meccanismo che regola la perdita di sinapsi nell’Alzheimer

Nel cervello, le connessioni tra neuroni, chiamate sinapsi, vengono continuamente controllate e...
empty alt

Per non dimenticare quel che accadde a Genova 25 anni fa in occasione del G8

TESTIMONIANZA. Nel 25.mo anniversario della manifestazione del luglio 2001 al G8 di Genova,...
empty alt

“Odissea”, quando l’epica si fa cinema, con messaggi pacifisti e femministi

Odissea, regia di Christopher Nolan, con Matt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne...
empty alt

Flora spontanea italiana: negli ultimi vent’anni scoperte 453 nuove specie

Sono 453 le nuove specie e sottospecie di piante spontanee scoperte in Italia negli ultimi...
empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
Back To Top