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Mercoledì, 17 Giu 2026

Nel corso del primo semestre dell’anno in corso, sono stati 362 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 140 in itinere. Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia restano le regioni con il maggior numero di vittime totali.

I settori più colpiti: Costruzioni, Attività Manifatturiere, Trasporti e Magazzinaggio e Commercio. In lieve calo il numero complessivo delle denunce di infortunio.

A comunicarlo è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, il cui presidente, Mario Rossato (foto a fianco), nell’anticipare i tratti principali dell’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti, ha dichiarato: “Siamo giunti alla fine del primo semestre e il bilancio delle vittime sul lavoro è inaccettabile: si contano già 502 decessi, 33 in più dello scorso anno (+7%). Andando ad analizzare il dato più nel dettaglio, a fronte di una sostanziale invarianza degli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, si registra un aumento del 33% degli infortuni in itinere. Ma anche escludendo questi ultimi dalle statistiche, ben sette regioni sono in zona rossa e altre cinque in zona arancione. Ancora una volta i dati ci dicono che non riusciamo a ridurre il numero degli infortuni mortali sul lavoro, una piaga che si mantiene su valori sempre simili negli ultimi anni”.

Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio, a finire in zona rossa a giugno 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 15,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono: Basilicata, Umbria, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Puglia, Abruzzo e Campania. In zona arancione: Calabria, Valle d’Aosta, Veneto, Liguria e Piemonte. In zona gialla: Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lombardia, Sardegna ed Emilia-Romagna. In zona bianca: Molise e Lazio.

Dei 502 decessi sul lavoro in Italia, 362 sono avvenuti in occasione di lavoro (2 in meno rispetto a giugno 2024) e 140 in itinere (35 in più rispetto a giugno 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (56). Seguono: Veneto (36), Campania (33), Sicilia (31), Piemonte (29), Puglia (27), Emilia-Romagna (24), Toscana (23), Lazio (19), Trentino-Alto Adige (12), Abruzzo, Calabria, Liguria e Umbria (10), Basilicata e Marche (8), Friuli-Venezia Giulia e Sardegna (7), Molise e Valle d’Aosta (1).

Dall'indagine elaborata dall'Osservatorio, si apprende tra l'altro che, per quanto concerne il fenomeno infortunistico per età, a maggior rischio sono gli ultrasessantacinquenni (47,3) e le fasce compresa tra 55 e 64 anni (24,4) e 45 e 54 (15,6).

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro sono 21, mentre 22 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

Tra i lavoratori stranieri, 108 sono stati vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 502; 75 sono deceduti in occasione di lavoro e 33 in itinere. Per loro, il rischio di morte sul lavoro risulta essere doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 29,8 morti ogni milione di occupati, contro i 13,4 italiani.

Nel primo semestre dell’anno, il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 53 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività Manifatturiere (50), Trasporti e Magazzinaggio (47) e Commercio (38).

Il lunedì è il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi sei mesi dell’anno (22,7%). Seguito dal venerdì (19,3%) e dal martedì (17,1%).

Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto a giugno 2024. Dalle 299.303 a fine giugno 2024 si è passati alle 299.130 di quest’anno.

Anche alla fine dei primi sei mesi del 2025, il più elevato numero di denunce totali è arrivato dalle Attività Manifatturiere (33.441). A seguire, Costruzioni (17.740), Sanità (17.484), Commercio (15.624) e Trasporto e Magazzinaggio (15.456).

Le denunce di infortunio delle lavoratrici a giugno 2025 sono state 109.487 (86.728 delle quali in occasione di lavoro), mentre sono 189.643 le denunce totali degli uomini (166.111 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri sono state 60.867 su 299.130 (circa 1 su 5), mentre assommano a 51.427 le denunce dei lavoratori stranieri registrate in occasione di lavoro su un totale di 252.839 (ancora circa 1 su 5).

 

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