Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 22 Mar 2026

di Biancamaria Gentili

Il 6 maggio scorso, le Sezioni Unite in sede di controllo della Corte dei conti, hanno presentato la Relazione 2011 sul costo del lavoro pubblico, prevista dall’articolo 60 del d.lgs. 165/2001. Si tratta di un corposo documento di 157 pagine.

Secondo i dati contenuti nel  documenti, mutuati dal Conto annuale redatto dalla Ragioneria generale dello Stato (citati nella Relazione) e riferiti al 31 dicembre 2009, i dipendenti di tutte le pubbliche amministrazioni ammontano a poco più di 3,5 milioni, con una flessione del 2% rispetto al precedente esercizio, dovuta principalmente alla diminuzione del numero degli addetti al comparto scuola (-5%).

L’andamento della consistenza del personale a partire dal 2001 evidenzia una complessiva diminuzione del 5,4%.

Mentre il numero complessivo dei dirigenti resta sostanzialmente invariato nel triennio 2007-2009, quello del personale non dirigente risente maggiormente degli effetti delle misure di contenimento e mostra andamenti non omogenei.

Il confronto con il 2001 evidenzia una flessione significativa del personale appartenente ai comparti ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, principali destinatari delle misure di riduzione.

L’analisi delle diverse tipologie di rapporto di lavoro evidenzia, nel confronto con il 2001, una riduzione del 3,2% del personale a tempo indeterminato e una forte crescita del personale a tempo determinato che, raggiungendo le 114.955 unità, registra un aumento del 33,5%.

Quanto ai costi, dalla Relazione si apprende che nel 2009 vi è stata una modesta crescita del “costo del personale”, pari allo 0,7% rispetto al 2008. Nell’ambito degli altri costi, si segnalano, nel triennio: la scarsa significatività e l’andamento decrescente delle risorse destinate alla formazione del personale (appena 247 milioni nel 2009), che viceversa dovrebbero contribuire alla necessaria riqualificazione del personale in funzione di una maggiore efficienza ed efficacia dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni.

Infine, e sempre in tema di costi, grazie alla valutazione della performance, i dirigenti pubblici, nel triennio 2007-2009, hanno conseguito stratosferici incrementi percentuali delle rispettive retribuzioni di risultato.Si va da un +52% per i dirigenti dell’area VI (agenzie fiscali e enti pubblici non economici), a un +32% per i dirigenti della Presidenza del Consiglio e a un +31% per quelli dell’area I (comparto ministeri).

I dirigenti dell’area VII (enti di ricerca), poverini, si sono dovuti accontentare di un modesto +19%.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
empty alt

“Diario di scuola”, una storia vera di solitudine, abbandono, prevaricazione

Diario di scuola. Una storia vera, di Pierpaolo Palladino - Edizioni San Paolo –...
empty alt

L’inarrestabile crescita del debito dei paesi emergenti

Saranno pure paesi emergenti, ma sulla strada del debito non hanno nulla da imparare da quelli...
empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
Back To Top