Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 15 Mag 2026

altCome nel gioco dell’oca, in questi ultimi giorni, Renzi è tornato al punto di partenza: la scuola.

L’unica differenza evidente, rispetto alle prime settimane del suo governo, è che adesso non gira più per le aule della penisola, tra bambini che lo festeggiano e grandi che lo contestano, ma fa tutto da Roma.

Pare esserci, in verità, anche qualche novità più di sostanza.

In cima ai pensieri del governo, infatti, questa volta non c’è solo l’ormai consunto (mediaticamente, s’intende) cavallo di battaglia dell’edilizia scolastica - più da mettere in sicurezza che da sviluppare, come ci ricordano i periodici crolli denunciati da stampa e televisione - ma nientemeno che la riforma della carriera degli insegnanti, finalmente memori che la scuola si fa, oltre che con i muri, anche con i professori, categoria, come tutte quelle del pubblico impiego, comprensibilmente a caccia di aumenti, dopo più di un lustro di blocco degli stipendi.

Forse a causa della scarsa dimestichezza col principio di eguaglianza, di cui si è detto qualche settimana fa, sta di fatto che, dopo averli negati ai docenti universitari, il governo sembra ora tutto concentrato sugli scatti stipendiali degli insegnanti delle altre scuole, da quelle dell’infanzia alle superiori.

E qui viene il bello. Stando, infatti, ai boatos che filtrano dalle aule parlamentari, pare proprio che  aumenti di stipendio non solo non siano all’orizzonte ma addirittura si profili una perdita secca per tutti, persino per “i meritevoli”, la punta di diamante della Scuola 2.0.

Secondo calcoli fatti sui fondi di attribuzione delle risorse, per i docenti meritevoli ci sarebbero, ogni tre anni, dai 21 ai 30 euro mensili lordi di aumento, mentre, per tutti gli altri, solo 10 euro al mese di incremento, sempre ogni tre anni e sempre lordi.

E meno male che questa è La Buona Scuola. Figuriamoci se era cattiva.

Attualmente, infatti, un docente delle superiori che ha prestato otto anni di servizio, solo per questo motivo prende 195 euro lordi mensili in più sullo stipendio, che scendono a 156 per i docenti di scuola d’infanzia e primaria. Evidentemente, più dei “meritevoli”.

Insomma, per non illudere nessuno, forse è il caso di far bene i conti. Altrimenti, si stava veramente meglio quando si stava peggio.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Case di comunità per curare o comunità più sane per far ammalare meno?

C’è un grande dibattito in corso sulla nuova sanità territoriale, sulle Case di comunità, sugli...
empty alt

Commercio terre rare ridotto al lumicino, restrizioni ai massimi storici

Fra le tante strozzature che minacciano la globalizzazione, quella di Hormuz è solo la più...
empty alt

Sclerosi multipla: ricerca UniGe migliora diagnosi precoce

Un importante studio coordinato da Matilde Inglese, docente dell'Università di Genova, ha gettato...
empty alt

Biodiversità Pugliese: a Bari tre giorni dedicati ai semi e al futuro dell’agricoltura

Dal 20 al 22 maggio, "La Rossani – BiblioTeca del Mediterraneo" ospiterà a Bari il cuore della...
empty alt

“Un sogno italiano”, eccezionale documentario su un grande movimento migratorio

Un sogno italiano, regia di Fausto Caviglia; Genere: film-documentario; Italia, 2025; Durata:...
empty alt

50 anni fa il terremoto in Friuli: io c’ero. Ci sono cose non dette

Ero militare, terremotato, e scrivo perché la storia viene oggi riportata dai media in maniera...
Back To Top