Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 15 Mag 2026

Palazzo della Consulta, sede della Corte CostituzionaleLa Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 178/2015, con la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza stessa nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nei termini indicati in motivazione, del regime di sospensione della contrattazione collettiva del pubblico impiego.

Come molti lettori ricorderanno, il dispositivo della predetta decisione era stato reso pubblico lo scorso 24 giugno, evento al quale Il Foglietto aveva dedicato un articolo, a firma di Franco Mostacci, dal titolo Dopo la sentenza della Consulta, riparte la contrattazione nel pubblico impiego. Ma gli aumenti saranno una miseria.

Il governo, non appena la sentenza apparirà in Gazzetta Ufficiale (tra circa una settimana), dovrà adottare atti concreti per dare immediata attuazione alla decisione dei giudici del Palazzo della Consulta, sbloccando, dopo quasi sei anni, la contrattazione nazionale, che interessa circa 3,5 milioni di dipendenti pubblici.

In concreto, il Consiglio dei ministri dovrà reperire i fondi necessari per la copertura della spesa e approvare l’atto di indirizzo, che per legge dovrà essere deliberato dall’Aran.

I nuovi contratti, per i diversi comparti di contrattazione, avranno durata triennale e decorreranno, come già sottolineato, dal primo giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Consulta in Gazzetta.

Ma è proprio l’attuale numero dei comparti, pari a 13, a rappresentare un grosso punto interrogativo sui tempi dello “sblocco”. Il decreto legislativo “Brunetta” (n. 150/2009), infatti, ha previsto che essi non possano essere più di quattro.

Al momento, non è dato sapere se lo “sblocco” deciso dalla Corte Costituzionale avverrà con i vecchi comparti oppure se si dovrà attendere che Aran e organizzazioni sindacali sottoscrivano, siccome previsto dalla legge, un accordo per la drastica riduzione degli stessi comparti.

In quest’ultimo caso, i nuovi contratti potrebbero attendere non poco prima di vedere la luce, ove si tenga conto che sei anni non sono stati sufficienti per dare concreta applicazione alla norma “Brunetta”.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Case di comunità per curare o comunità più sane per far ammalare meno?

C’è un grande dibattito in corso sulla nuova sanità territoriale, sulle Case di comunità, sugli...
empty alt

Commercio terre rare ridotto al lumicino, restrizioni ai massimi storici

Fra le tante strozzature che minacciano la globalizzazione, quella di Hormuz è solo la più...
empty alt

Sclerosi multipla: ricerca UniGe migliora diagnosi precoce

Un importante studio coordinato da Matilde Inglese, docente dell'Università di Genova, ha gettato...
empty alt

Biodiversità Pugliese: a Bari tre giorni dedicati ai semi e al futuro dell’agricoltura

Dal 20 al 22 maggio, "La Rossani – BiblioTeca del Mediterraneo" ospiterà a Bari il cuore della...
empty alt

“Un sogno italiano”, eccezionale documentario su un grande movimento migratorio

Un sogno italiano, regia di Fausto Caviglia; Genere: film-documentario; Italia, 2025; Durata:...
empty alt

50 anni fa il terremoto in Friuli: io c’ero. Ci sono cose non dette

Ero militare, terremotato, e scrivo perché la storia viene oggi riportata dai media in maniera...
Back To Top