Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 12 Apr 2026

Quando pensiamo a un farmaco o a un vaccino, la prima cosa che ci viene in mente è la salute. Ma dietro ogni scoperta ci sono anche domande spinose: chi detiene i diritti? Chi decide chi può accedervi? E, soprattutto, la scienza deve rispondere solo alla logica del profitto?

La pandemia ci ha ricordato quanto il sistema attuale sia fragile: il potere resta saldamente nelle mani delle grandi industrie farmaceutiche e i brevetti, spesso, diventano barriere. Per cambiare davvero le cose, serve ripensare non solo le regole della proprietà intellettuale, ma anche il rapporto stesso tra ricerca e mercato.

Eppure, nella storia della scienza, non sono mancati esempi luminosi di chi ha scelto una strada diversa: non brevettare le proprie scoperte e metterle gratuitamente a disposizione di tutti.

Tre figure, in particolare, hanno incarnato questa scelta etica e rivoluzionaria: Marie Curie, Albert Sabin e Ilaria Capua.

Marie Curie, pioniera della fisica e della chimica, decise di non brevettare il processo di isolamento del radio. Voleva che la comunità scientifica potesse lavorarci liberamente, senza ostacoli. Un gesto di generosità che ha permesso a intere generazioni di ricercatori di progredire.

Albert Sabin, negli anni Cinquanta, mise a punto il vaccino orale contro la poliomielite. Avrebbe potuto diventare miliardario, e invece lo offrì al mondo intero, salvando milioni di vite.

Ilaria Capua, nel 2006, scelse la via della condivisione quando isolò il virus dell’aviaria. Invece di depositare i dati in un archivio riservato, li rese pubblici su GenBank, un database ad accesso libero. Una decisione che ha fatto scuola e che ancora oggi viene considerata un punto di svolta per l’open science.

La sua convinzione è semplice e potente: se una ricerca è finanziata con denaro pubblico, i risultati devono essere di tutti.

Oggi viviamo in un’epoca in cui la condivisione delle conoscenze è diventata la linfa vitale del progresso scientifico. Senza accesso libero ai dati, i grandi balzi in avanti degli ultimi decenni sarebbero stati impensabili.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, Milano 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
empty alt

Addio a Birutė Galdikas, massima studiosa degli oranghi e voce instancabile contro la deforestazione

Il 24 marzo 2026, all’età di 79 anni, è scomparsa Birutė Galdikas, antropologa, ambientalista e...
empty alt

Wang Zhenyi, l’astronoma che amava la poesia

Wang Zhenyi visse in Cina tra il 1768 e il 1797. Nonostante la brevità della sua vita, lasciò...
empty alt

“Lo sguardo di Emma”, dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione

Lo sguardo di Emma, regia di Marie-Elsa Sgualdo, Lila Gueneau (Emma), Grégoire Colin (Robert),...
empty alt

Aritmie gravi: impiantato elettrocatetere da defibrillazione più piccolo al mondo

A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica...
empty alt

Referendum 2026, stravince il NO nelle grandi città grazie agli elettori a minor reddito

L’analisi dei flussi elettorali rispetto al reddito nei quartieri delle grandi città, fornisce...
Back To Top