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Martedì, 03 Nov 2026

Quando pensiamo a un farmaco o a un vaccino, la prima cosa che ci viene in mente è la salute. Ma dietro ogni scoperta ci sono anche domande spinose: chi detiene i diritti? Chi decide chi può accedervi? E, soprattutto, la scienza deve rispondere solo alla logica del profitto?

La pandemia ci ha ricordato quanto il sistema attuale sia fragile: il potere resta saldamente nelle mani delle grandi industrie farmaceutiche e i brevetti, spesso, diventano barriere. Per cambiare davvero le cose, serve ripensare non solo le regole della proprietà intellettuale, ma anche il rapporto stesso tra ricerca e mercato.

Eppure, nella storia della scienza, non sono mancati esempi luminosi di chi ha scelto una strada diversa: non brevettare le proprie scoperte e metterle gratuitamente a disposizione di tutti.

Tre figure, in particolare, hanno incarnato questa scelta etica e rivoluzionaria: Marie Curie, Albert Sabin e Ilaria Capua.

Marie Curie, pioniera della fisica e della chimica, decise di non brevettare il processo di isolamento del radio. Voleva che la comunità scientifica potesse lavorarci liberamente, senza ostacoli. Un gesto di generosità che ha permesso a intere generazioni di ricercatori di progredire.

Albert Sabin, negli anni Cinquanta, mise a punto il vaccino orale contro la poliomielite. Avrebbe potuto diventare miliardario, e invece lo offrì al mondo intero, salvando milioni di vite.

Ilaria Capua, nel 2006, scelse la via della condivisione quando isolò il virus dell’aviaria. Invece di depositare i dati in un archivio riservato, li rese pubblici su GenBank, un database ad accesso libero. Una decisione che ha fatto scuola e che ancora oggi viene considerata un punto di svolta per l’open science.

La sua convinzione è semplice e potente: se una ricerca è finanziata con denaro pubblico, i risultati devono essere di tutti.

Oggi viviamo in un’epoca in cui la condivisione delle conoscenze è diventata la linfa vitale del progresso scientifico. Senza accesso libero ai dati, i grandi balzi in avanti degli ultimi decenni sarebbero stati impensabili.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, Milano 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
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