Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 16 Mar 2026

Una breve analisi pubblicata sull’ultimo bollettino della Bce, dedicata agli andamenti delle retribuzioni nell’anno appena passato, arriva a una conclusione che è il caso di tenere a mente. Ossia che gli effetti della pandemia sul livello dei redditi inizieranno probabilmente a vedersi a partire da quest’anno, visto che in quello passato hanno prevalso gli effetti di “trascinamento” indotti dagli accordi siglari prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria.

Per dirla con le parole della Banca, “gli accordi salariali conclusi prima dell’insorgere della pandemia svolgono ancora un ruolo dominante nei recenti andamenti dell’indicatore dei tassi di crescita delle retribuzioni contrattuali”. Ciò in quanto, “l’indicatore delle retribuzioni contrattuali tende a rispondere agli andamenti ciclici del mercato del lavoro con un ritardo temporale di alcuni trimestri”.

Tuttavia, pure se “i recenti andamenti della crescita delle retribuzioni contrattuali non indicano che le turbolenze del mercato del lavoro legate alla
pandemia abbiano avuto finora un impatto rilevante”, la dinamica retributiva, come si osserva dal grafico sopra, ha avuto un certo rallentamento negli ultimi trimestri.

In particolare, per una serie di ragioni legate alla stagionalità, si è passati da una crescita dell’1,9% nel primo trimestre a quella dell’1,6 nel terzo. Si tratta comunque di dinamiche simili a quelle medie rilevate sin dal 1999, come si può osservare dal grafico sotto.

 Preoccupa piuttosto la circostanza che “è probabile che la composizione dell’occupazione sia cambiata, poiché la pandemia ha causato perdite di posti di lavoro in particolare nel settore dei servizi, che ha un numero relativamente elevato di posti di lavoro poco retribuiti, aumentando quindi automaticamente la retribuzione media”.

Questa sorta di “illusione” statistica potrebbe celare una pressione al ribasso delle retribuzioni pronta a manifestarsi qualora la situazione dei mercati si deteriorasse ulteriormente o venissero meno i sostegni all’occupazione che ancora tengono in piedi il mercato del lavoro. Si pensi al blocco dei licenziamenti, o all’esistenza di lavoratori ad orario ridotto che rischiano di finire disoccupati.

In tal caso, si potrebbero verificare gravi impatti sulle retribuzioni. E se ricordiamo quanti contratti siano ancora in attesa di rinnovo nel nostro paese, questo significa innescare potenzialmente una robusta deflazione salariale, che oltre ad essere profonda potrebbe anche diventare duratura, vista la tendenza del mercato a perpetuare i suoi cicli, una volta consolidati.

A far la differenza, qui come altrove, sarà la durata della pandemia, finora ignota. E questo è solo il primo dei problemi.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
Back To Top