Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 03 Mag 2026

Inflazione 2 ID 6906Volendo semplificare potremmo dire che la politica fiscale in Europa ha visto tempi peggiori, che ha buone prospettive di miglioramento ma cova comunque terribili complessità. E la prima, la più rilevante, è che l’Ue come soggetto fiscale aggregato esiste solo nella fantasia degli economisti.

Nel senso che possiamo calcolare il deficit dell’Ue, come fa la Commissione nelle sue previsioni di primavera. Ma a questo soggetto virtuale non corrisponde un governo. E quindi non esiste una politica fiscale che corrisponda a questo deficit. ue deficit per paesi ID 6906

Quindi per capire come vadano le cose davvero, nell’Ue, dobbiamo vedere (grafico sopra) lo stato dei singoli paesi. E provare a isolare alcune tendenze comuni, fra le quali vale la pena segnalarne giusto alcune, che serviranno a dare un’idea del momento complesso che stiamo vivendo.

La prima è quella del riassorbimento del deficit. E sarebbe stato strano il contrario, viene da dire. Cresciuto a livelli storici – il 6,7 per cento del pil nel 2020 per l’intera area – è diminuito al 4,8 per cento nel 2021 e al 3,4 per cento nel 2022, grazie al ritorno della crescita e alla cessazione di alcune politiche discrezionali – tipicamente i sussidi – che lo avevano alimentato. Sussidi erogati sia per la pandemia che per i rincari energetici, oltre che far fronte alle spese per l’assistenza ai profughi ucraini, quotata nello 0,1 per cento del pil.

La normalizzazione dei vari fronti – solo per i sussidi energetici è stato speso l’1,2 per cento del pil Ue – consente adesso ai governi di riportare la politica fiscale a un livello più sostenibile, diminuendo il costo delle politiche discrezionali, potendo anche contare sull’inversione del contributo della componente ciclica. E questa è un’altra tendenza comune ai vari paesi dell’area.

ue deficiti componenti ID 6906

Questa seconda tendenza ne incorpora un’altra visibile dal grafico sopra: il contributo della spesa per interessi sul deficit, cresciuto notevolmente nel 2022, a causa delle restrizioni di politica monetaria, e che permane anche nel biennio successivo, anche se marginalmente.

Questa evidenza ci conduce a una quarta tendenza comune: il contributo dell’inflazione al “prosciugamento” del debito. L’erosione del debito reale ha prodotto qualche effetto l’anno scorso, scrive l’Ue, ma tale beneficio in pratica è già stato vanificato. “Dato il suo impatto ritardato sulla spesa pubblica – scrive l’Ue -, l’elevata inflazione ha sostenuto la riduzione del rapporto spesa/PIL nel 2022, ma un’inversione di questo impatto è prevista nel 2023 e nel 2024 a causa dell’indicizzazione all’inflazione dell’anno precedente di grandi voci di spesa come pensioni e altri benefici sociali, nonché dei salari del pubblico impiego e dei prezzi per i nuovi appalti pubblici”.

Se a ciò aggiungiamo che i tassi sono attesi ancora in rialzo e l’inflazione (si spera) al ribasso, il carovita, semmai, aggiunge ulteriori complessità alla sostenibilità fiscale dei governi. Insomma, le spese sono previste in crescita assai più degli incassi.

ue deficit entrae uscite ID 6906

Ultima tendenza comune che vale la pena ricordare è quella dell’andamento crescente degli investimenti pubblici, grazie soprattutto ai fondi europei della Recovery and Resilience Facility (RRS). Il nostro paese si segnala fra i maggiori fruitori di questi fondi. Ma bisogna vedere se la pratica seguirà la teoria. ue investimenti pubblici ID 6906

In aggregato, l’Ue dovrebbe portare al 3,4 per cento del pil entro il 2024 il livello dei suoi investimenti pubblici e per il nostro paese, che stava nella parte bassa della classifica nel 2019, sarebbe un ottimo risultato. Ma il condizionale, come si dice, è d’obbligo.

maurizio sgroi tondo 130x130 cMaurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top