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Domenica, 03 Mag 2026

borsa ID6954Proseguendo un trend ormai ventennale, le famiglie italiane si confermano in cima alla classifica europea per la quantità di ricchezza finanziaria lorda in rapporto al reddito disponibile, e neanche di poco, come si può osservare dal grafico sotto.Questa evidenza statistica, che perciò sconta tutti i limiti della rappresentazioni medie e mediane, dovremmo però osservarla ricordando un piccolo dettaglio che tende ad essere trascurato. Ossia il fatto che stiamo parlando di un rapporto.

 Un breve esempio servirà a chiarire. Se ho una ricchezza finanziaria di 10 euro, e il mio reddito disponibile è di un euro l’anno, il mio rapporto sarà, appunto 10. Sembrerò ricchissimo. Se il mio reddito fosse di 2 euro l’anno, il rapporto sarebbe 5, ossia la metà di prima. Questa semplice aritmetica fa sorgere una domanda complicata: non è che per caso in Italia l’indice è il più alto d’Europa perché abbiamo redditi mediamente bassi? Da cui ne scaturisce subito un’altra: non è che il numeratore di questo rapporto è elevato proprio perché il denominatore è contenuto?

La risposta, ovviamente, non può essere contenuta nelle poche righe di un post, però è giusto ricordare che questi dati dovrebbero essere completati da un rapido esame alla situazione demografica del nostro paese, che registra una quota significativa e crescente di anziani, ossia di coloro che tendono ad aumentare la quota di risparmio, avendo alle spalle una vita di risparmi.

Detto diversamente, nessuna osservazione sulla ricchezza dovrebbe trascurare l’anagrafe. E tantomeno quando guardiamo a quella delle famiglie italiane che hanno quasi un terzo della loro ricchezza finanziaria custodita nei loro conti correnti e una quota di ricchezza in contanti (biglietti e monete) di poco inferiore a quella obbligazionaria.

bankitalia ricchezza famiglie confronto

Gli amanti delle singolarità statistiche potranno osservare con divertito stupore il picco dei depositi sopra i 500 mila euro osservato nel bel mezzo della pandemia, culmine di un trend iniziato addirittura nel 2016 (grafico sopra).

Questa passione per la tesaurizzazione, che fa tanto piccolo mondo antico, ci racconta un altro aspetto delle famiglie italiane che fa il paio con la loro età media avanzata: il loro livello di istruzione. Com’è noto non brilliamo per titoli di studio, e la nostra alfabetizzazione finanziaria è, se possibile, ancora più modesta.

Da questo punto di vista, la tabella sotto evidenzia una chiara separazione fra il popolo dei conti correnti e dei salvadanai cash, e quello delle azioni, che “muove” circa 1.300 miliardi di ricchezza, seconda class di asset per importi dopo i conti correnti, seguita a stretto giro da tfr e fondi pensione.

 ricchezza finanziaria italiani

Se a questo aggiungiamo una quota di debiti contenuta in un migliaio di miliardi, ecco spiegato il miracolo della ricchezza italiana netta, che a fine 2022 valeva oltre 4.100 miliardi.

Poi certo dovremmo domandarci come abbia fatto una popolazione senescente, poco alfabetizzata e che si distingue per una crescita economica stagnante da oltre un ventennio a cumulare tutti questi soldi. Ma questa è un’altra storia. E non è detto sia edificante.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del recente libro “La storia della ricchezza”
Twitter @maitre_a_panZer
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