Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 30 Gen 2026

Gli ultimi dati sul pil cinese, che continua a rallentare, confermano laddove fosse necessario che Pechino si trova nel guado di un modello di sviluppo che molto ha promesso e adesso si trova ad avere difficoltà a mantenere la parola, per giunta in un contesto che sembra fatto apposta a raffreddare il motore che finora ha fatto marciare l’economia del Dragone: il commercio.

Un motore truccato, si potrebbe dire. Quindi sovraperformante ma intrinsecamente fragile per le stesse ragioni che gli hanno regalato record brucianti in passato: usa combustili che finiscono con l’erodere la struttura stessa del motore.

Nel caso cinese, questi combustibili sono il livello degli investimenti, che rimane molto elevato, e il sostegno pubblico a certe produzioni, quelle cosiddette verdi in primis (auto elettriche) che alimentano un sovracapacità produttiva – un motore fuori giri, si potrebbe dire – che genera un vantaggio competitivo dei prodotti cinesi nei confronti dei concorrenti esteri ma che rischia di mandare fuori strada l’economia. I concorrenti, infatti, e il caso dei dazi Usa e adesso europei sta lì a dimostrarlo, iniziano ad attrezzarsi per difendersi. E questo rischia di fare molto male alle produzioni cinesi e, quindi, all’economia internazionale, che rischia di tagliare l’albero sul quale è cresciuta in questi due decenni.

Nel suo ultimo bollettino economico, la Banca d’Italia sottolinea che “il modello di crescita cinese continua a presentare evidenti squilibri strutturali. La quota di investimenti fissi sul PIL è considerevolmente superiore a quella osservata non solo nelle maggiori economie avanzate, ma anche in altri paesi emergenti in rapida crescita, come Brasile o India”.

Tuttavia, la quota rilevante di investimenti non basta più a garantire una crescita equilibrata, specie perché la domanda interna, intesa come quota dei consumi sul prodotto, “è fra le più basse nel confronto internazionale”.

I cinesi, insomma, consumano poco e producono tanto, e questo spinge all’insù il surplus commerciale, che è stato anche il pedale che il governo ha premuto per compensare la crisi del settore immobiliare, fonte di ulteriore indebolimento della domanda. Lo strumento sono stati i beni cinesi a tecnologia verde, ad esempio i pannelli solari, le cui esportazioni sono più che raddoppiate fra il 2019 e il 2023, con la Ue divenuta il principale mercato di riferimento con oltre il 40% delle vendite sul suo territorio.

Poi c’è la questione batterie al litio. Ue e Usa assorbono, rispettivamente, il 35 e il 20% delle esportazioni cinesi di batterie e secondo alcune stime la produzione cinese raggiungerà per il 2025 il livello di quasi 6 terawattora, il quadruplo della domanda globale prevista per lo stesso anno.

Al tempo stesso, la produzione di auto elettriche cinesi è più che raddoppiata negli ultimi anni e circa il 40% di questo prodotto è destinato all’estero.
Questo è lo scenario. Abbiamo un gigante che mostra segni di malattia incipiente a causa dei suoi squilibri che il mondo finisce con l’alimentare mentre cerca di contrastarli. L’economia cinese è capace di grandi contagi – lo abbiamo visto relativamente al contributo che la deflazione cinese ha offerto nel contrasto all’inflazione occidentale – e quindi fonte di grandi rischi, mentre le opportunità relative vanno sempre più erodendosi a causa del peggiorato clima internazionale.

La Cina saprà badare a se stessa. O almeno dovrebbe. Il problema è se il resto del mondo riuscirà a sostenere l’ammaloramento cinese. E questo non lo sa nessuno.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del libro “La storia della ricchezza”
coautore del libro “Il ritmo della libertà”
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Psilocibina a basse dosi: benefici metabolici senza effetti psichedelici

Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological...
empty alt

Anselm Kiefer, trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm...
empty alt

La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo

Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per...
empty alt

Marie Stevens, la genetista che scoprì i cromosomi sessuali

A Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna:...
empty alt

Sinergia tra UniPi e Consorzio Biorepack per smascherare le bioplastiche illegali

Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile...
empty alt

Tumori collo dell’utero: diagnosi precoce con la spettroscopia Raman

Uno studio pilota multidisciplinare coordinato dalla Sapienza ha sperimentato una tecnica...
Back To Top