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Lunedì, 24 Ago 2026

Di recente è stato pubblicato sul prestigioso Journal of Public Economics un importate studio di Valerio Dotti, ricercatore in Politica economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dal quale emerge che a causa di una sorta di paradosso intergenerazionale, nelle società che invecchiano demograficamente le scelte di voto della popolazione anziana tendono a favorire politiche restrittive sull’immigrazione, mentre l’elettore che gode di pensione e servizi sostenuti dalle entrate fiscali dovrebbe vedere di buon occhio l’ingresso nel Paese di lavoratori giovani che contribuiscono alla finanza pubblica.

Dotti ha elaborato un modello di voto in cui i cittadini scelgono - tramite i candidati che eleggono - sia la politica migratoria (quanti immigrati far entrare) che quella fiscale (tasse e spesa pubblica), per tentare di spiegare due incongruenze che emergono negli studi che si occupano di migrazioni.

Secondo i sondaggi, infatti, in diversi paesi, come Regno Unito e Italia, i cittadini esprimono forte preoccupazione per gli effetti fiscali dell'immigrazione, anche se c'è ampia evidenza che tali effetti siano, in media, positivi. In sostanza, la percepiscono come un peso, quando in realtà porta benefici alle casse pubbliche:

In secondo luogo, gli anziani ed i cittadini a basso reddito, le categorie più favorite dal surplus fiscale generato dall'immigrazione, sono per paradosso le categorie socioeconomiche che mostrano maggiore avversione all'immigrazione in quegli stessi dati. Nel Regno Unito, ad esempio, l’avversione all’immigrazione aumenta di un punto percentuale per ogni anno di incremento dell’età dei rispondenti.
 
“La spiegazione di questi paradossi - afferma Dotti - sembra risiedere nel fatto che i benefici fiscali portati dall’immigrazione tendono ad essere goduti principalmente dalle classi agiate, penalizzando invece i votanti ‘nativi’ anziani o a basso reddito”.
 
Nel momento in cui aumenta l’aspettativa di vita o cala la natalità, quindi, aumenta la percentuale di votanti con preferenze avverse all’immigrazione, fattore che a sua volta premia chi propone politiche restrittive. A loro volta, queste politiche favoriscono l’invecchiamento della popolazione e la situazione fiscale del paese peggiora ulteriormente: si perde parte del surplus fiscale dovuto all'immigrazione.
 
Cosa accadrebbe se aumentasse la natalità? “Nel dibattito pubblico favorire l’immigrazione o la natalità sono viste come politiche alternative - risponde Dotti - In realtà, sono complementari ed andrebbero implementate entrambe per garantire al sistema la sostenibilità nel lungo periodo, in primis proprio a vantaggio dei pensionati e delle persone a basso reddito”.

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