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Lunedì, 24 Ago 2026

di Flavia Scotti

Il settimanale L’Espresso, dopo 2 anni e 5 mesi dalla pubblicazione sul Il Foglietto della Ricerca (settimanale on line gratuito e senza pubblicità) dei risultati di un dossier sull’inquinamento ambientale in Campania, realizzato dall’esercito Usa, ha dedicato venerdì scorso un articolo e, addirittura, la copertina al medesimo argomento, definendo lo stesso dossier come “Rapporto inedito”.

Ma il ritardo di 29 mesi nella lettura del documento e della conseguente divulgazione all’opinione pubblica non è l’unica lacuna del settimanale del gruppo che fa riferimento a Carlo De Benedetti.

L’articolo non fa menzione, infatti, della severissima critica mossa dagli americani alle modalità seguite nel nostro paese per il monitoraggio degli inquinanti, visto che il documento (come spiegato dal Foglietto del 21 giugno 2011) evidenziava come in Italia gli studi “considerano la salute umana ma sono adattati alle circostanze economiche, tecnologiche e politiche” mentre negli Stati Uniti  “sono basati completamente sulla protezione della vita umana”.

L’Espresso ha dimenticato anche di citare come gli americani nel loro studio evidenzino che in Italia le sostanze pericolose  monitorate sono 90 mentre quelle prese in considerazione dagli Usa sono circa 400.

Ma oltre alle dimenticanze, il settimanale (cartaceo, a pagamento e con pubblicità) di via Cristoforo Colombo commette anche un errore, scrivendo che l’esercito Usa “in Campania non compra né carne, né latte, né formaggi”. Quest’ultima affermazione era vera 29 mesi fa, quando Il Foglietto si occupò della questione (il 28 giugno 2011) ma attualmente il servizio veterinario militare americano ha trovato un fornitore di mozzarella di bufala campana, in provincia di Caserta, a Capua e per la precisione in via Santa Maria Capua Vetere.

Verrebbe da dire, passi che si accorgano di un documento pubblicato quasi due anni e mezzo fa; passi pure che lo definiscano inedito, benché Il Foglietto se ne fosse occupato subito dopo la sua pubblicazione, ma almeno ben dovevano controllare se – medio tempore – fossero intervenute novità di sorta, come è stato con l’identificazione da parte statunitense di un produttore di mozzarella di bufala sicura in Campania.

Per completezza, Il Foglietto, più di due anni fa, sulla vicenda ospitò anche un editoriale di Adriana Spera.

P.S.

Il presente articolo, inviato venerdì scorso alla stampa, è stato ripreso integralmente da Panorama.it

 

 

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