Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 05 Mag 2026

Stai a vedere che la notizia del giorno è che abbiamo esportato un sacco di roba nel 2017, mi dico, osservando l’ultima release Istat sul commercio estero, prima di essere distratto da una notizia succulenta arrivata dall’estero.

E che ci può essere di più interessante di 47,5 miliardi di surplus commerciale in un anno, che sarebbero stati 81 senza la componente energetica, a parte il fatto che gas e petrolio si sono mangiati quasi la metà dei nostri profitti commerciali?

Gli Usa: what else? Accade tutto laggiù. Mentre i nostri teleradiowebgiornali ci stupidivano con le minchiate da campagna elettorale – se vi appassiona quella roba avete sbagliato canale – a un certo punto i capi di Fbi, Cia e Nsa, ossia i Grandi Spioni americani, lanciavano al Congresso Usa un allarme risuonato in tutto il mondo, come merita un allarme lanciato dai meglio ficcanaso conosciuti (quelli sconosciuti sono più bravi ovviamente): non comprate smartphone cinesi come quelli di Huawei o gli ZTE, rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. “Il rischio principale – ha detto il boss dell’Fbi – è quello di permettere a società vicine al governo di Pechino di infiltrarsi nella rete tlc Usa, con la possibilità di rubare o modificare informazioni e di fare spionaggio”.

Vi sembra una cosa seria? A Verizon, che un paio di settimane fa ha deciso di non associare più Huawei alle sue offerte commerciali, facendo il paio con quanto deciso a inizio gennaio da AT&T, deve essere sembrata serissima. Ma chi scrive, che sente a miglia la puzza di fregature, non ci è cascato. La storiella che gli Usa temono lo spionaggio dei telefonini cinesi, in un mondo pervaso da una crescita costante di device e microchip prodotti in Asia, mi ha ricordato un bel paper diffuso qualche tempo fa dal Fmi dove si notava l’incredibile crescita dell’export cinese di smartphone, col picco del +150% raggiunto ai primi del 2016, con il mercato Usa a far la parte del leone col 28% del totale delle importazioni.

Questo, in un mercato che nel 2016 ha contato un miliardo e mezzo di smarthone venduti, uno ogni cinque abitanti nel mondo, maturato in un pugno di anni tanto da far sospettare che ormai sia saturo.

Un mercato dove Apple fa la parte del leone. A proposito, ma gli IPhone (tutti) prodotti in Cina sono meno pericolosi dei Huawey? O il fatto che la Samsung abbia stracciato la Intel nella vendita di semiconduttori è un pericolo per la sicurezza nazionale?

Siccome nessuno sa dove si annodi il bug che ti spia quando c’è di mezzo l’hi-tech, mi sorge il sospetto che l’allarme proditorio risuonato nelle aule del Congresso (a quando quello sugli antivirus russi?) sia il modo contemporaneo di declinare la competizione commerciale nel mercato dei telefonini, che si sospetta abbia raggiunto il picco nel 2015, tanto che Apple ormai deve rilasciare almeno tre telefoni l’anno per accendere la libidine dei consumatori.

Più che guerra di spie, guerra da bancarelle, insomma. Una sensazione che mi viene confermata dal fatto che la Huawey poco dopo la sparata degli 007 abbia pubblicato una nota nella quale ha accusato il governo Usa di voler inibire il loro business, con chicca finale per gli appassionati delle risse: “Huawei gode della fiducia di governi e clienti in 170 paesi in tutto il mondo e non pone rischi di cyber security più elevati di qualsiasi altro fornitore del settore tlc, condividendo la catena distributiva e le capacità produttive”. Come dire: chi non spia scagli la prima pietra.

Di fronte a questa sciarada, mi convinco, ancora una volta, che la prima impressione è davvero quella che conta. Avevo colto il succo prima che gli spioni mi distraessero: la vera notizia del giorno è il nostro surplus commerciale, specie quando leggo che, secondo Coldiretti, abbiamo fatto il record, oltre 41 miliardi, di export dall’agroalimentare. Praticamente, quasi quanto il totale del surplus. Primeggiano le esportazioni di formaggi (+9), salumi (+8%) e vino (+7%). Altro che smartphone. Il mercato per vino, prosciutto e pecorino non si satura mai. Al massimo si sazia.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Spesa militare mondiale 2025 a 2.887 miliardi di dollari. Italia: +20%

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di...
empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top