Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 19 Mar 2026

Nei mesi scorsi avevamo già parlato dei due accordi commerciali, il Ceta e il Ttip, fra le due sponde dell’Atlantico e li avevamo definiti fraudolenti. Ora, archiviato il secondo, sembra che il nuovo ministro dell’agricoltura voglia affondare anche il primo. Non è mai troppo tardi. Certo è un no intriso di nazionalismo e non certo per la difesa della salute dei cittadini.

L’accordo, infatti, allargherebbe non poco le maglie sul piano della sicurezza alimentare, vista l’interpretazione poco stringente da parte del Canada del principio di precauzione.

Il Ceta, entrato in vigore in via provvisoria lo scorso settembre, con la formazione di un comitato congiunto, Canada-Ue, sulle misure sanitarie e fitosanitarie. Un comitato segreto sulle cui decisioni non hanno poteri ispettivi neppure i parlamenti nazionali, chiamato a discutere le linee guida che determineranno l’equivalenza tra prodotti europei e canadesi. Riunitosi già più volte per armonizzare le norme relative all’autorizzazione dei fitofarmaci (come il glifosato, il cui uso alcuni Stati europei hanno già limitato, mentre la legislazione canadese non pone ostacoli) e al commercio di animali vivi e carni, non è dato sapere quali esiti abbia prodotto.

Su tutte queste complesse questioni la parte canadese chiede di alleggerire le misure previste dall’Europa a tutela dei cittadini.

Tanto meno l’accordo difende i prodotti locali: nell’elenco delle indicazioni geografiche protette tutelate rientrano infatti appena 41 delle 288 denominazioni italiane.

Ma il Ceta non è il solo accordo sul tavolo, come ricordano i promotori della campagna stop Ttip e stop Ceta, «l’Europa sta negoziando un pacchetto di liberalizzazioni commerciali con blocchi di importanti Paesi esportatori – Mercosur, Giappone, Vietnam, Paesi del Mediterraneo – alcuni dei quali non richiedono il passaggio per i parlamenti nazionali, e che potrebbero cambiare per sempre il modo in cui vengono negoziati e fissati standard importanti di produzione, di protezione dei diritti del lavoro, dell’ambiente e della salute, affidandoli a piccoli comitati tecnici fortemente influenzati da esperti che non rispondono alla volontà dei cittadini democraticamente espressa. Oltre a indebolire per sempre la tutela di produzioni importanti a partire dal Made in Italy agroalimentare a Indicazione geografica protetta – Doc, Dop e IG – esponendolo ancor di più alla contraffazione e alla sofisticazione».

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Diario di scuola”, una storia vera di solitudine, abbandono, prevaricazione

Diario di scuola. Una storia vera, di Pierpaolo Palladino - Edizioni San Paolo –...
empty alt

L’inarrestabile crescita del debito dei paesi emergenti

Saranno pure paesi emergenti, ma sulla strada del debito non hanno nulla da imparare da quelli...
empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
Back To Top