Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 25 Ago 2026

Ieri sono uscite due notizie che ci dicono come la maggior parte dei nostri politici sia arretrata e irretita da luoghi comuni.

L’agenzia di ricerca internazionale Glocalities ha rilevato che il 66% degli italiani è favorevole a un’imposta annuale aggiuntiva dell’1% per chi detiene un patrimonio superiore agli 8 milioni di euro. La “infame gabella” generebbe tra i 5,1 e i 7,6 mld di euro da impiegare per aiutare i più bisognosi e la ripresa economica dalla pandemia. Solo l’8% è contrario.

La cosa, abbastanza sorprendente per chi non ha il polso del popolo, è che a essere favorevoli a questo “esproprio proletario” sono, oltre al 77% degli elettori Pd e M5s, anche il 65% della Lega, il 59% di FdI e, udite udite, il 66% di FI. Il che lascia il trio Salvini-Meloni-Berlusconi – l’hanno sempre aborrita come “crimine” e “furto” a danno di lorsignori - in compagnia dei contrarissimi fascisti di Casa Pound. Anche Di Maio all’inizio definì questa imposta “irricevibile”, poi gliela fece “ricevere” Beppe Grillo.

Dulcis in fundo. Indovinate chi ha commissionato il sondaggio a Glocalities? Proprio un centinaio di multimilionari mondiali del gruppo Millionaires for Humanity. Una sorta di ricconi lungimiranti e filantropi che hanno capito che qualcosa devono dare se non vogliono rischiare la “jacquerie” dei poveri. Per la bisogna si sono rivolti a Tax Justice Italia, un’associazione che intende promuovere sistemi fiscali più equi, responsabilità fiscale, cooperazione intergovernativa e contrastare ogni fattispecie di abuso fiscale. Forse il segretario del Pd e il Presidente Draghi dovrebbero telefonare ai ricconi per sapere come si fa.

L’altra notizia è che Joe Biden ha completato il varo di un gigantesco piano keynesiano per il lavoro e la sicurezza sociale. Vorrebbe essere una sorta di nuovo New Deal. Seimila mld di investimenti: 1.900 per il “sussidistan” anti Covid già approvato, 2000 per il lavoro (The American jobs plan: infrastrutture di tutti i tipi) e 2000 per le famiglie (The American families plan): sanità, assistenza e istruzione. Il tutto finanziato con una tassazione maggiorata sulle imprese che avevano beneficiato dei super tagli del “loro” Trump e sulle persone fisiche con redditi sopra i 400.000 euro l’anno. Avrà il suo daffare a farlo ingoiare ai repubblicani.

L’Europa, invece, per il Recovery plan – importante ma più striminzito - deve aspettare i comodi dell’Alta corte tedesca e il sì di ancora 10 parlamenti nazionali su 27.

E’ il confederalismo intergovernativo bellezza! Quello tanto caro a Meloni e Salvini.

Aldo Pirone
facebook.com/aldo.pirone.7

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
empty alt

“Borgo”, film drammatico-thriller, con una grande Hafsia Herzi

Borgo, regia di Stéphane Demoustier, con Hafsia Herzi (Mélissa Dahleb), Moussa Mansaly (Djibril),...
Back To Top