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Mercoledì, 25 Feb 2026

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato". Cioè toccava all'Europa avanzare un proposta di pace alla Russia di Putin. Putin l'avrebbe accettata? Non so, ma propenderei per il no. Sarebbe servita comunque a fissare le posizioni dell'Europa, cosa che l'Europa medesima non fece.

Poi Zelensky spinto da Biden, nonostante le posizioni del suo capo di stato maggiore generale Milley che diceva che quella guerra non la si poteva vincere sul campo, indusse Zelensky a ricercare proprio la "vittoria sul campo", annunciando controffensive che avrebbero riportato l'Ucraina ai confini originari, anche perché erano gli americani a fornirgli le armi più efficaci per fronteggiare l'aggressione russa e, quindi, a illuderlo e a utilizzarlo per una strategia prevalente di logoramento di Putin. Questa illusione ha fatto commettere le peggiori cose a Zelensky in giro per il mondo, tra cui le congratulazioni per il Board Trumpiano per Gaza, utilizzandolo, però, sempre per la sua Ucraina.

Lo stesso errore lo sta facendo Putin oggi. Ha approfittato dell'elezione di Trump che gli ha restituito un ruolo ad Anchorage il 15 agosto e, nel quadro di una politica internazionale fondata solo sulla forza e in spregio a ogni diritto internazionale, ha ristabilito una "entente cordiale" con il Tycoon.

Sta di fatto che, in quattro anni, i russi sono inchiodati in Ucraina. Nello stesso tempo l'Unione sovietica di Stalin era riuscita ad andare da Stalingrado a Berlino e battere il nazismo.

Il fatto è che in Ucraina si combatte da quattro anni un conflitto iniziato da Putin dove le guerre sono due: la prima è quella soverchiante legata agli Usa, dapprima di Biden e ora di Trump, in cui la diversità tra i due non risulta marginale almeno in patria; la seconda, soccombente per la libertà degli ucraini di decidere loro dove vogliono stare, anche per responsabilità dell'Europa che rifiutò nel 2022 di farsi portatrice di una proposta di pace fondata sulla sovranità dell'Ucraina e la sua non adesione alla Nato.

Nel frattempo, dal punto di vista geopolitico la Nato si è rafforzata con l'ingresso di Svezia e Finlandia, arrivando ad essere dirimpettaia a San Pietroburgo e con un confine finlandese di 1.340 km. La Russia, inoltre, si è indebolita in Siria con la caduta di Assad, prendendo il suo posto la Turchia. Le minacce di Trump all'Iran non fanno stare tranquilli né Putin né Xiaoping che con gli ayatollah hanno avuto finora un rapporto privilegiato. Al tempo stesso, la Nato si è indebolita visto il disinteresse strategico di Trump, accompagnato dalle reprimende per l'Europa "scroccona" assalita dagli immigrati che rischia di perdere l'anima, ecc..

Naturalmente trascuro in questa breve analisi la propaganda di guerra dell'una e dell'altra parte, proprio perché di parte e naturalmente, a volte, esagerate.

Questa situazione fa crescere la necessità per Putin di ottenere in Ucraina un risultato positivo, la conquista di tutto il Donbass, anche quello che ancora non è riuscito a prendere, per sbandierarlo davanti ai russi. La stessa cosa, al contrario, per gli ucraini che in Trump non hanno un amico, lo dimostrano le sue reprimende su Zelensky e stretti come sono tra i bombardamenti di Putin e le pressioni dello stesso Trump perché cedano tutto il Donbass.

Gli errori strategici degli americani, dopo l'implosione dell'Urss, da Clinton in poi sono noti. L'aver imposto l'automatismo dell'adesione alla Ue e alla Nato, fino a portare l'Alleanza militare ad "abbaiare alla porta della Russia", come osservò Papa Francesco.

Tuttavia, questi errori strategici non giustificano l'aggressione di Putin all'Ucraina, al di là  del fatto che ci piaccia o meno il suo gruppo dirigente nazionalista. Del resto, non ci piace neanche quello palestinese di Hamas e Anp: integralista, l'uno, e segnato dalla corruzione, l'altro, ma non per questo i diritti del popolo palestinese ad avere un proprio Stato, come aveva stabilito l'Onu nel 1947, sono carta straccia secondo Netanyahu e il Board trumpiano.

Della guerra in Ucraina, con l'ecatombe che sta provocando di civili e militari ucraini e russi, per ora non se ne vede la fine.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
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