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Sabato, 07 Nov 2026

Saving Mr.Banks, di John Lee Hancock, con Emma Thompson, Tom Hanks, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, Colin Farrell, Bradley Whitford, Ruth Wilson, B.J. Novak, durata 125’, nelle sale dal 20 febbraio 2014, distribuito da Disney.

di Luca Marchetti

Era da molti anni che tra gli addetti ai lavori degli studios di Hollywood si parlava con grande entusiasmo dello script di due giovani sceneggiatrici esordienti.

Lo script di Saving Mr. Banks di Sue Smith e Kelly Marcel, infatti, racconta la storia della produzione del film Mary Poppins e del corteggiamento artistico che Walt Disney fece alla scrittrice Pamela Travers per ottenere i diritti cinematografici della sua eroina.

Chi aveva avuto la fortuna di leggere la sceneggiatura ne era rimasto estasiato.

Con tutta questa pubblicità positiva, era scontato che la Disney decidesse di acquistare il prodotto per mettere in produzione, finalmente, una pellicola che esaltasse lo spirito e la genialità del proprio padre fondatore e che potesse rappresentare uno dei film più importanti dell’intera industria cinematografica statunitense.

Nelle mani dell’ottimo mestierante John Lee Hancock (già sceneggiatore di fiducia di Clint Eastwood per i cult Un mondo perfetto e Mezzanotte nel giardino del bene e del male), il film è una perfetta favola sul Cinema, capace allo stesso tempo di commuovere e di regalare con onestà due personaggi dall’umanità invadente.

Saving Mr. Banks si appoggia, infatti, su un cast perfetto dove, tra i tanti ottimi caratteristi (Paul Giamatti, Bradley Whitford e Jason Schwartzman, per fare alcuni nomi), brillano le incredibili performance dei due protagonisti. Emma Thompson e Tom Hanks, infatti, come due vecchi e consumati attori di teatro, si dividono il palcoscenico con saggezza, imbastendo sullo schermo un vero e proprio duello di bravura.

Il cuore del film risiede proprio nella loro lotta per “l’anima” di Mary Poppins, con un’arcigna P.L. Travers (Thompson), legata da un amore totale e cieco verso la propria creatura letteraria, che si contrappone a un affascinante e smaliziato Walt Disney (Hanks), attratto dalle potenzialità commerciali della storia.

Il loro gioco di battute e di sguardi arriverà da un’iniziale diffidenza/antipatia a un’alchimia personale che conquisterà il pubblico.

Il regista, forse consapevole dei propri limiti artistici, con intelligenza si limita a lasciare liberi gli attori di divertirsi con la sceneggiatura e con i personaggi, concedendo tutto lo spazio necessario per mettere in mostra il loro talento. Forse le uniche concessioni che Hancock fa alla sua anima melò/nazionalpopolare (il texano è stato regista del tanto bistrattato The Blind Side) sono i tanti flashback australiani sull’infanzia della scrittrice, dominati dal fantasma dolente del padre Colin Farrell (attore perfetto in questi ruoli disagiati e morenti). Momenti questi comunque efficaci per aumentare la forza emotiva della storia.

Saving Mr.Banks, in definitiva, è un sentito omaggio che Hollywood fa a se stessa e ai propri padri. Un’agiografia artistica che, molto probabilmente avrà abusato di troppe libertà storiche (è questa l’accusa peggiore mossa dai detrattori della pellicola) ma che conserva intatto lo spirito e il cuore di un mondo popolato da uomini disposti a tutto, pur di far sognare il prossimo.

 

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