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Domenica, 06 Set 2026

Le meraviglie, di Alice Rohrwacher, con Monica Bellucci, Alba Rohrwacher, Margarete Tiesel, Sabine Timoteo, André Hennicke, Sam Louwyck, Maria Alexandra Lungu, Agnese Graziani; durata 110’, nelle sale dal 22 maggio 2014 distribuito da BIM.

Quasi quarant’anni fa, Lucio Dalla, con la bellissima e sconosciuta E non andar più via, cantava il bisogno dell’uomo di lasciare la modernità asfissiante della Città per ritornare a un mondo arcaico e sano, una dimensione “dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora (…) dove puoi nascere e morire con l'odore della neve”.

Ed è questa la terra bucolica in cui è ambientata Le meraviglie, opera seconda della giovane regista Alice Rohrwacher.

Dopo il successo di Corpo Celeste, film d’esordio su una ragazzina alle prese con una religione cattolica che trova incomprensibile, l’autrice toscana torna a Cannes, conquistando la critica anglosassone (più perplessi francesi e italiani) e la stessa giuria che, non a caso, le ha donato il Grand Prix (molto probabilmente grazie all’entusiasmo di Nicolas Winding Refn, di Sofia Coppola e della presidentessa Jane Campion).

Il film segue la vita di Gelsomina, primogenita di una scombinata famiglia di apicoltori, schiacciata da tre sorelle caotiche e da un padre scontroso e stralunato, un tedesco trapiantato nella campagna dell’Italia centrale, impegnato a salvaguardare il proprio piccolo mondo antico.

La regista parla quasi apertamente della propria infanzia, consegnando il ruolo della saggia madre alla sorella Alba, convincente e misurata.

Con questa scelta autobiografica la Rohrwacher racconta le meraviglie di un’Italia lontana, una terra che, all’inizio degli anni novanta, ha lentamente sostituito le api con il veleno, i contadini con i turisti, il lavoro sui campi con la televisione, Lucio Dalla con Ambra.

Gelsomina/Rohrwacher non può far altro che rimanere incantata da questo nuovo paese dei balocchi effimero, personificato da una sfavillante Monica Bellucci in bianco, costringendo le proprie radici a piegarsi per entrare in questo nuovo corso fatto di promesse vacue e vuoto pneumatico (ed ecco il legame tra la bambina e le api diventare un mero spettacolo a favore delle telecamere).

Questa ragazza,  impegnata a lottare tra i desideri della propria crescita e il mondo familiare che la circonda (ottusamente legato all’isolamento campestre), è l’altra faccia di un paese ormai ad un passo dal perdere la propria innocenza.

Con quest’opera, le ambizioni della regista si dimostrano altissime, rese visivamente con uno stile personale  sempre in equilibrio tra il realismo alla Olmi e il favolistico.

Purtroppo, Le meraviglie, nonostante gli enormi pregi (tra cui l’inedito ed efficace lavoro con gli interpreti bambini, il vero punto debole del Cinema italiano), non riesce a farsi seguire su questa strada dal proprio pubblico, ostacolato da un ritmo quasi mai avvolgente. I risultati sono una pellicola sincera, anche coraggiosa ma che, come la casa nel finale, rimane tristemente vuota.

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