Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 09 Nov 2026

Walesa: Uomo di speranza, di Andrzej Wajda, con Robert Wieckiewicz, Agnieszka Grochowska, Maria Rosaria Omaggio; durata 127’, nelle sale dal 6 giugno 2014 distribuito da Nomad Film.

Lech Walesa è stato il volto e il corpo con cui l’opinione pubblica internazionale ha identificato il desiderio del popolo polacco di raggiungere la democrazia e l’indipendenza dalla sfera d’influenza dell’Unione sovietica.

Leader di Solidarność, il sindacato d’ispirazione cattolica, l’uomo lottò per anni contro le persecuzioni del regime fino a diventare, dopo la caduta del muro, il presidente democraticamente eletto della Polonia, dal 1990 al 1995.

A raccontare la “leggendaria” vita di questo mito vivente non poteva che essere Andrzej Wajda, maestro di Cinema che, con i suoi ottantotto anni d’età, è considerato il più importante cineasta polacco in attività. Walesa: Uomo di speranza, per il mitico regista de L’uomo di ferro e Katyn (pellicola sulle stragi dell’Armata rossa, che qualche anno fa scatenò ridicole polemiche politiche nel nostro paese) è forse l’ultimo tentativo per riassumere, in un’opera dalle pretese mastodontiche, lo spirito e la vita del popolo polacco sotto il regime comunista.

Attraverso la scelta di un attore (il buon Robert Wieckiewicz) che, oltre alla somiglianza fisica con il vero Walesa, ne trasporta fedelmente sullo schermo tutto l’afflato eroico e folle (senza risparmiarsi in gigionismi), Wajda vorrebbe usare la parabola del leader politico per parlare di tutti i polacchi, in una pellicola con chiare pretese pedagogiche. Con un fine così importante, non deve sorprendere il tentativo del regista di allontanarsi dallo stile misurato e classico della sua filmografia, per strizzare l’occhio a un pubblico più “moderno”, puntando su un ritmo veloce, enfatizzato da un montaggio frenetico, dove fiction e Storia si fondono, e da una colonna sonora divertente, con inserti nel meglio del rock polacco dell’epoca e un omaggio al folk americano, che accompagna i titoli di coda.

Nel legittimo tentativo di raccontare l’epopea di uno dei personaggi più significativi del Novecento, Wajda, però, non riesce a sfuggire i limiti ideologici e stilistici dell’agiografia. Il suo biopic, infatti, è costretto in una confezione televisiva ingenua, colpevole a volte di cadere in scelte non riuscite, come la cornice narrativa dell’intervista a Walesa di Oriana Fallaci, interpretata da Maria Rosaria Omaggio (folle scelta di casting che suscitò l’ilarità nelle sale del Festival di Venezia, dove il film è stato presentato in fuori concorso).

Anche l’idea di voler mostrare il protagonista come una sorta di eroe incorruttibile, che insieme alla fedele moglie affronta il calvario delle persecuzioni con una pazienza evangelica, lascia alquanto interdetti.

Per noi spettatori abituati ad anni di fiction ecumeniche del servizio pubblico, la decisione di non raccontare e approfondire con maggiore sincerità le debolezze umane o le contraddizioni politiche di un uomo, non fa certo gridare allo scandalo, ma da un regista rigoroso come Wajda (ricordiamoci il massiccio e non conciliante Danton) ci si aspettava un approccio più profondo.

Certo, è ovvio che il cineasta si sia fatto guidare da un sincero amore reverenziale nei confronti di questo padre della patria, ma il risultato è, alla fine, una pellicola che difficilmente resisterà al tempo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Elogio della CO2 che non va criminalizzata perché viviamo grazie a essa

A rischio di essere pesante, non posso fare a meno di condividere questi pensieri.
empty alt

Dai "pappagalli stocastici" alle scienziate che li hanno messi sotto esame e... sono state licenziate

Nel 2021 l'espressione "pappagalli stocastici" descriveva bene i Modelli Linguistici di Grandi...
empty alt

Le tasse sulle imprese diminuiscono, quelle sul lavoro no

Nel gennaio scorso, 147 paesi hanno accettato di esentare le multinazionali americane da gran...
empty alt

Sessant'anni fa, "angelo del fango" a Firenze

Oggi è il 60esimo anniversario dell'alluvione di Firenze del 1966. Ricordo ancora la mia...
empty alt

Lo strano caso del Modello di Pericolosità Sismica MPS19

Premessa - Fra il 2022 e il 2023, due articoli apparsi su Nature Italy (Sabelli, 2022 e 2023)...
empty alt

Osservatorio Sicurezza Vega “Il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia continua ad aggravarsi”

“Il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia continua ad aggravarsi: nei primi nove mesi del...
Back To Top