Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 16 Ott 2026

altdi Roberto Tomei

Storicamente, l’idea di costituzione è sempre stata legata a quella di stato nazionale.

Essendo quest’ultimo entrato in crisi ormai da tempo, anche se non dovunque e non del tutto, ha preso quota il dibattito sul costituzionalismo oltre le frontiere dello stato, tema sul quale si sono confrontati di recente Gaetano Azzariti e Sergio Dellavalle, i cui interventi sono ora riportati in un agile volume, edito da Esi, dal titolo “Crisi del costituzionalismo e ordine giuridico sovranazionale”.

Per Azzariti, l’idea complessiva di sviluppo del costituzionalismo contemporaneo in epoca globale rischia di risultare epistemologicamente ingannevole. Sono entrate, infatti, in circolo tra i costituzionalisti espressioni quali “multilevel constitutionalism”, mentre c’è chi ritiene ormai maturate le condizioni per la nascita di “unioni regionali” geopoliticamente omogenee, come la cosiddetta costituzione europea, e chi, infine, direttamente auspica l’affermarsi di una costituzione mondiale.

Ricostruzioni diverse, ma che si muovono tutte nel solco del trasferimento sul piano transnazionale dei concetti del costituzionalismo  contemporaneo. Sennonché, al punto in cui siamo arrivati, più che di costituzionalizzazione del mondo, per Azzariti potrebbe parlarsi di costituzionalizzazione “nel” mondo, un processo di dispersione nel mondo della forza delle costituzioni, che rischia di trasformare il diritto superiore a ogni altro in un diritto debole.

Nel suo intervento, dopo essersi concentrato sulle differenti proposte volte alla ridefinizione del concetto di costituzione, allo scopo di renderlo applicabile agli sviluppi di un contesto postnazionale, Dellavalle cerca di trarre alcune conclusioni, considerando i tentativi recenti di ritratteggiare quel concetto alla luce del suo imprescindibile contenuto normativo.

Questi, a suo parere, i capisaldi del costituzionalismo del XXI secolo:

1) innanzitutto, la dimensione valoriale, nel senso che la costituzione deve contenere una qualche idea di bene comune;

2) detta dimensione, poi, deve tradursi nell’individuazione di soluzioni opportune per garantire la legittimazione democratica del potere pubblico postnazionale;

3) il costituzionalismo postnazionale richiede, infine, che si abbandoni la costruzione gerarchica e piramidale, sicché la questione centrale del discorso giuridico va centrata sull’individuazione del dialogo tra istituzioni che, in un contesto poliarchico, devono imparare a comunicare interagendo orizzontalmente.

Come si vede, siamo solo all’abbozzo di un percorso, che è tutto “in fieri”.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

“La resistenza della montagna”, convegno nazionale su crisi ecologica e coscienza di luogo

Venerdì 16 e sabato 17 ottobre, la Fondazione Nuto Revelli riunisce chi studia, chi abita e chi...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
empty alt

NAZA ovvero la banalità del male

Ringraziamo molto il dott. Domenco Gallo, già Senatore della Repubblica, per averci consentito di...
empty alt

“Balcanica”, opera prima impegnata e militante di Nicola Sorcinelli

Balcanica, regia di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis (Greta), Prince Chughtai (Habib),...
Back To Top