Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 30 Gen 2026

Ritratto di famiglia con tempesta, di Hirokazu Kore-Eda, con Hiroshi Abe, Yoko Maki, Yoshizawa Taiyo, Kirin Kiki, Rirî Furankî, Isao Hashizume, durata 117’, nelle sale dal 25 maggio 2017, distribuito da Tucker Film.

Recensione di Luca Marchetti

Hirokazu Kore-Eda è un nome noto probabilmente a una piccola nicchia di appassionati, fatta di abituali frequentatori dei festival internazionali o di amanti fanatici del cinema giapponese. Eppure, Kore-Eda, regista di rara sensibilità, ha collezionato, negli ultimi anni, una serie di capolavori travolgenti (ricordiamo, solo per fare un nome, lo splendido Father and Son) che lo hanno reso un autore imperdibile di pellicole piene di umanità, narratore passionale di grandi storie fatte di emozioni e semplicità.

Nonostante una riconosciuta fama, molti ancora considerano Kore-Eda e gli altri esponenti del cinema asiatico come creature di un altro pianeta, realizzatori di lavori con tempi e sentimenti diametralmente opposti ai nostri.

Ritratto di famiglia con tempesta è la più chiara e immediata confutazione di questa tesi superficiale.

La storia di Ryota, scrittore fallito, giocatore d’azzardo incallito e sciatto investigatore privato, alle prese con un divorzio doloroso e le responsabilità di essere un padre (e un figlio) mai all’altezza delle aspettative, diventa così il nucleo dell’ennesimo, spontaneo e immediato ritratto umano del regista giapponese, capace di mostrarci, allo stesso tempo, un racconto profondamente nipponico e splendidamente universale.

La saggia vivacità dell’anziana madre, il meschino (ma terribilmente umano) egoismo del protagonista e le sofferte ritrosie di un’ex moglie stanca e di un piccolo figlio incerto sono emozioni talmente pure da essere credibili sia a Kiyose, paesino nell’hinterland di Tokyo, che a Roma o a New York.

Il talento di Kore-Eda, però, non risiede solamente nel potere di rendere vulnerabili e credibili i suoi personaggi. Il regista, infatti, sa arrivare a svelarci il cuore dei protagonisti senza scorciatoie, espedienti urlati o ingombranti scene madri. Attraverso una quotidianità misurata ma sempre efficace, grazie ai gesti accennati e a parole precise e illuminanti, l’autore ci accompagna dentro una piccola, grande, storia di gente comune, regalandoci la sensazione di un’empatia reale, come se, invece di un film, stessimo davvero ascoltando una storia vera, magari raccontataci da qualche conoscente.

L’improvvisa tempesta del titolo, da espediente narrativo, diventa così il momento catartico dove, non solo i protagonisti hanno l’occasione per ritrovarsi vicini, in un raro e travolgente momento di solidarietà umana, di affetto condiviso, ma anche lo spettatore si ritrova davanti a un momento di disarmante verità (talmente rari nel cinema contemporaneo).

A differenza dell’ossessione occidentale per le trame perfette, per la finzione che deve sublimare la realtà, che la edulcora/estremizza ad ogni costo, Ritratto di famiglia con tempesta ha il coraggio di attraversare le vite imperfette, anche disperate, ma mai patetiche, dei suoi personaggi senza stravolgerle, concedendo a tutti la dignità commovente che si meritano.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Per una gestione sostenibile delle acque in Abruzzo

Due giorni fa, a Chieti, nel bel Palazzetto dei Veneziani in centro storico, ho partecipato...
empty alt

Psilocibina a basse dosi: benefici metabolici senza effetti psichedelici

Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological...
empty alt

Anselm Kiefer, trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm...
empty alt

La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo

Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per...
empty alt

Marie Stevens, la genetista che scoprì i cromosomi sessuali

A Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna:...
empty alt

Sinergia tra UniPi e Consorzio Biorepack per smascherare le bioplastiche illegali

Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile...
Back To Top