Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 09 Mag 2026

Una vita di Stéphane Brizé, con Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Swann Arlaud, Yolande Moreau, Olivier Perrier, Clotilde Hesme, durata 119’, nelle sale dal 1 giugno 2017, distribuito da Academy Two.

Recensione di Luca Marchetti

L’idea che un regista realista e profondamente contemporaneo come Stéphane Brizé, autore del durissimo La legge del mercato, potesse approcciarsi con tale autenticità, rispetto e intelligenza ad un testo impegnativo come Una vita di Guy de Maupassant, sulla carta lasciava qualche dubbio. Può un autore così impegnato nella realtà che lo circonda parlare con credibilità della vita, tragica e ottocentesca, di una donna della piccola nobiltà provinciale francese? Brizé capisce che, nell’omonimo Una vita, la strada migliore per raccontare l’epopea della povera Jeanne, tra amori tragici e dispiaceri lancinanti, è quella della sperimentazione, adattando l’enorme volume di Maupassant in un puzzle di flashback e fotografie.

Il regista francese evita il rischio dello “sceneggiato RAI” e compone una serie di commoventi e riusciti sguardi nella vita della protagonista. Pur non raccontando tutto, Brizè nella sua perfetta operazione di selezione e ricomposizione, coglie l’essenziale e lo straordinario della vicenda, restituendo al pubblico tutta la sua forza emotiva. Il film unisce così un rigore formale, degno delle produzioni storiche più dettagliate e morbosamente precise, a un’originalità entusiasmante. Il risultato finale non può non essere un’opera che scorre con fluidità inaspettata, una vera boccata d’aria fresca.

Nonostante la storia di Jeanne sia, in puro melodramma ottocentesco, una lunga, ripetitiva e (alla fine) snervante serie di umiliazioni, frustrazioni e rimpianti, Brizé non sceglie mai la via del patetismo sentimentale, della vittimizzazione della protagonista (che, in più di un’occasione, si mostra in tutta la sua umana e insopportabile “follia amorosa”). In questo mosaico di immagini, ricordi e sguardi, la chiave di lettura, nonostante la determinazione narrativa del regista, non è mai ostentata o urlata. E’ chiaro che Brizé voglia raccontare, ancora volta, un dramma sulla nostra Crisi, sul denaro che schiaccia l’affetto, sulla “roba” che condiziona l’amore. Il lento e commovente struggimento della protagonista (interpretata da una meravigliosa Judith Chemla) prima verso un bello e viscido marito che la umilia, poi per un figlio lontano che la sfrutta, è così la parabola attualissima di chi si ritrova, di nuovo, schiacciato fra l’egoismo e l’arroganza dei lupi del proprio tempo.

Spesso, il cinema francese si accomoda sulle proprie ripetitive concezioni, arrogante di una storia altisonante ma opprimente. Brizé, a differenza di molti suoi colleghi, invece, pur mostrando un’impronta autoriale decisiva ed evidente, sa come nascondersi dietro la macchina da presa, dando quasi l’impressione di non esserci per nulla. Se nei suoi film precedenti l’effetto immediato era quello del finto documentario (con Vincent Lindon, suo attore feticcio, che si mimetizza all’interno nella Realtà) qui, come abbiamo già detto, il risultato è di un racconto sfumato, la dimostrazione leggera e disarmante di un mondo che, in duecento anni, si muove sulle stesse logiche, le stesse disperazioni, le stesse speranze.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

50 anni fa il terremoto in Friuli: io c’ero. Ci sono cose non dette

Ero militare, terremotato, e scrivo perché la storia viene oggi riportata dai media in maniera...
empty alt

Spesa militare mondiale 2025 a 2.887 miliardi di dollari. Italia: +20%

La spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top