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Venerdì, 30 Gen 2026

Il denaro e i suoi inganni di John R. Searle e Maurizio Ferraris, editore Einaudi, Torino, 2018, pp.126, euro 12.

Recensione di Roberto Tomei

Per farci riflettere sul significato del denaro, in quanto ente a un tempo comune ed eccezionale, Angela Condello, curatrice del volume, nel suo saggio conclusivo chiama addirittura in aiuto l’arte, descrivendoci un quadro di Jefferson Hayman, intitolato One Dollar, che riproduce in miniatura appunto un dollaro al centro di una cornice scura, come fosse una pietra preziosa, qualcosa su cui fermare lo sguardo per riflettere.

Sennonché, mentre” lo sguardo” in questa materia è tradizionalmente appannaggio degli economisti, in questo volume è riservato ai filosofi, coinvolti a discettare di un argomento da sempre al centro del pensiero occidentale, soprattutto in quanto unità di misura del valore delle cose e mezzo con cui avvengono gli scambi.

Il confronto è tra uno dei massimi pensatori contemporanei, John R. Searle, docente a Berkeley in California, e il nostro Maurizio Ferraris, teorico della “documentalità” e allievo eretico di Vattimo a Torino. In via preliminare, va sgombrato il campo da ogni possibile equivoco sul termine inganni utilizzato nel titolo, che non ha niente a che vedere con le critiche della tradizione marxista, ma va riferito al suo statuto ontologico, simbolico e culturale. Qui il denaro inganna in quanto consente la trasfigurazione del reale, dando luogo a una realtà di parvenze, ma che è, al contempo, altrettanto vera di quella degli oggetti del mondo fisico.

Diverse le prospettive con le quali i due filosofi guardano al denaro. Searle discute del denaro come sistema di segni capace di creare delle funzioni di status e ci spiega come il denaro mobiliti il mondo sociale, creando obblighi, diritti e possibilità.

Ferraris, dal canto suo, ci spiega “come” tutto ciò possa avvenire, laddove Searle si era concentrato sul “perché”. Ferraris risale all’essenza del denaro, che individua nella registrazione, come peraltro riconosciuto anche da Searle, laddove ammette che la banca custodisce un registro, la cui unica forma fisica sono le tracce magnetiche sui dischi del computer dove viene registrata la quantità di denaro che si possiede. Un sistema documentale di importanza centrale, senza il quale non ci potrebbe essere il mantenimento delle funzioni del denaro, tanto di quella d’uso quanto di quella di scambio.

E proprio lo scambio, come sottolinea Condello, è il luogo di intersezione fra le due teorie del denaro descritte da Searle e da Ferraris, che mostrano entrambe, in definitiva dando ragione a Simmel, come il denaro, al di là della misura simbolica, sia la metafora della vita.

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