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Martedì, 22 Set 2026

La sirenetta, regia di Rob Marshall, con Halle Bailey – Ariel, Mahmood – Sebastian  (Voce nella versione italiana), Jonah Hauer-King – Principe Eric, Melissa McCarthy – Ursula, Javier Bardem – Re Tritone, Jacob Tremblay – Flounder, Awkwafina – Scuttle, Jude Akuwudike – Joshua; Genere: Musical, Avventura; USA, 2023; Durata: 135’; Produzione: Michael Zimmer, John DeLuca, Jeffrey Silver, Marc Platt, Jessica Virtue, Lin-Manuel Miranda,Rob Marshall; Sceneggiatura: Jane Goldman, Hans Christian Andersen, Ron Clements, David Magee, John Musker; Fotografia: Dion Beebe; Montaggio: Wyatt Smith; Musica: Lin-Manuel Miranda, Alan Menken; Scenografia: Gordon Sim; Costumi: Colleen Atwood; Distribuzione: Walt Disney; Consigli per la visione di bambini e ragazzi: film per tutti; nelle sale dal 24 maggio 2023.

Recensione di Anna Sofia Caira

Qualche giorno fa, è uscito al cinema la trasposizione in live-action del classico d’animazione Disney del 1989 La sirenetta, ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen.

Il film è diretto da Rob Marshall che, nell’ultimo periodo, ha fatto molto parlare di sé a causa della decisione di far interpretare il ruolo di Ariel alla attrice e cantautrice afroamericana Halle Bailey.

Sono sorte alcune critiche riguardo alla scelta, resa nota nel 2019, soprattutto in merito all’aspetto fisico di Halle Bailey, secondo alcuni troppo distante dal cartone originale, che vede la sirenetta dalla pelle chiarissima e i capelli rossi.

In realtà, l’attrice ha svolto un ruolo eccellente, facendo sognare migliaia di bambine, specialmente afroamericane, che per la prima volta si sono riviste in quella sirenetta con il loro stesso colore della pelle. Halle Bailey è perfetta nel ruolo di Ariel, ha cantato lei stessa nel film, riuscendo a catturare l’attenzione con il suo sguardo magnetico anche nelle numerose scene in cui è costretta a rimanere in silenzio.

La storia, infatti, ci racconta di Ariel, una sirena che si innamora di un umano, il principe Eric (Jonah Hauer-King), che una notte salva da un naufragio. Da quel giorno Eric resta ossessionato dalla voce della fanciulla che gli ha salvato la vita. Ariel rimasta perdutamente innamorata di lui, decide di cedere il suo canto di sirena a Ursula (Melissa McCarthy), la strega del mare, che in cambio la trasforma in umana.

Rob Marshall e Lin Manuel Miranda hanno riscritto il testo delle canzoni originali, modernizzandole ma riuscendo al contempo a non snaturare l’opera a cui il film si ispira. I nuovi testi non reggono il confronto con quelli originali, risultando forzati e parecchio deboli. Ma gli effetti e i mixaggi sonori negli abissi, tra il silenzio profondo e lo sciabordio delle onde, così come gli effetti visivi e le complesse scene nel mare rese in modo magnifico, rendono il film probabilmente il miglior live-action della Disney. Soprattutto esso è riuscito ad ampliare e a rendere esplicito il tema che nel cartone è più nascosto, cioè il modo in cui percepiamo altri popoli e altre culture e il fatto che esistono pregiudizi e preconcetti.

La sirenetta celebra l’amore, la comprensione e l’unione tra culture diverse, in modo semplice e genuino. Molte scene sono girate nella splendida Sardegna e questo rende il film visivamente affascinante, anche se naturalmente esso non regalerà mai le stesse emozioni del Classico animato, soprattutto perché la scelta di rendere i due amici di Ariel, il pesciolino Flounder e il granchio Sebastian, estremamente realisti, ha sacrificato la magia e il fascino di quei due personaggi in termine di estetica. In questa versione live-action, sono animali in “carne e ossa”, come il gabbiano Scuttle (che nel film è una femmina) e risultano quasi inquietanti.

È Mahmood a doppiare il granchio Sebastian: la voce del cantante non raggiunge i livelli di quella originale, ma comunque riesce a divertire e a “umanizzare” il personaggio, compito arduo dato il suo aspetto.

Il remake, tutto sommato, data anche la trasposizione fedele del racconto, risulta ben riuscito: intrattiene e diverte e, allo stesso tempo, si rivolge esplicitamente alle nuove generazioni, offrendo spunti di riflessione interessanti che è sempre bene ricordare.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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