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Domenica, 08 Nov 2026

io capitano foto jpegIo capitano, regia di Matteo Garrone, con Seydou Sarr, Moustapha Fall, Issaka Sawagodo, Hichem Yacoubi, Doodou Sagna, Bamar Kane, Joseph Beddelem, Henri Didier Njikam, Oumar Diaw, Affif Ben Badra; Sceneggiatura: Matteo Garrone, Chiara Leonardi, Andrea Tagliaferri, Massimo Ceccherini, Nicola Di Robilant, Massimo Gaudioso; Fotografia: Paolo Carnera; Montaggio: Marco Spoletini; Musica: Andrea Farri; Scenografia: Roberta Troncarelli; Costumi: Stefano Ciammitti; Italia-Belgio, 2023; Genere: Drammatico; Durata: 121’; Produzione: Alessio Lazzareschi, Joseph Rouschop, Hicham El Ghorfi, Philippe Logie, Ardavan Safaee, Paolo Del Brocco, Matteo Garrone; Distribuito da 01 Distribution; nelle sale da settembre 2023; Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13.

Recensione di Anna Sofia Caira

Io capitano di Matteo Garrone ha concorso all’ottantesima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove è stato premiato con il Leone d’argento alla regia e con il Premio Marcello Mastroianni all’attore protagonista Seydou Sarr.

Il film si basa sulle storie vere di emigrazione delle migliaia di persone che ogni giorno rischiano e perdono la vita per spostarsi dal territorio africano. I protagonisti sono Seydou (Seydou Sarr) e Moussa (Moustapha Fall), due giovanissimi attori esordienti che, grazie alle loro magnifiche interpretazioni, hanno contribuito a rendere il film ancora più profondamente autentico.

Seydou e Moussa sono due giovani cugini senegalesi che lasciano il loro Paese per inseguire il loro sogno. Tra i pericoli del deserto, le torture nei centri di detenzione in Libia e il faticoso viaggio della speranza in mare, Io capitano ripercorre l’odissea dei due adolescenti che fino all’ultimo rimangono fortemente ancorati alla vita.

Io capitano è un film senza pietismi, con immagini che colpiscono come un pugno allo stomaco e che difficilmente si possono dimenticare.

L’opera di Garrone rappresenterà l’Italia per la corsa agli Oscar nella categoria miglior film internazionale. Pur dovendosela ancora vedere con le candidature degli altri Paesi, è un traguardo importante per un film che per la prima volta racconta il punto di vista di chi arriva, in modo crudo e genuino.

Io capitano è il racconto di formazione di due ragazzini abbagliati dal mito dell’Occidente, che dovranno poi fare i conti con la durezza della realtà e la malvagità dell’essere umano.

Seydou e Moussa, però, non si guardano mai indietro, non sacrificano la loro umanità e percorrono il cammino come una sorta di via crucis, spinti da quel desiderio universale di ricerca di libertà che Garrone rende visivamente con immagini di grande potenza.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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