Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 16 Giu 2026

ECG ID 6903Risponde di omicidio colposo il sanitario che attesti l’idoneità alla pratica sportiva agonistica di un atleta, in seguito deceduto nel corso di un allenamento a causa di una patologia cardiologia non diagnosticata dal sanitario per l’omessa effettuazione di esami strumentali più approfonditi laddove, in presenza di tracciati elettrocardiografici sospetti, il medico avrebbe dovuto doverosamente potenziare la verifica dell’integrità psico-fisica del paziente per prevenire gli eventi nefasti previsti dai protocolli.

E’ quanto emerge dalla sentenza, depositata ieri, n. 20943/23, emessa dalla Quarta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto da un medico specializzato in medicina dello sport, condannato sia in primo grado che in appello a mesi otto di reclusione, pena sospesa, in quanto, con condotta imprudente, imperita e negligente, non conforme ai canoni della migliore scienza medica, aveva rilasciato certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo con durata annuale, nonostante i tracciati di ben due ECG al massimo sforzo, cui era stato sottoposto il paziente a febbraio 2012 e a marzo 2013, mostrassero segni ampiamente significativi di “ischemia miocardica infero-laterale”. Il secondo esame evidenziava, addirittura, segni di peggioramento.

Pertanto, sottolineano i Giudici della Suprema Corte, il medico avrebbe dovuto astenersi, sia nel 2012 che nel 2013, dal rilasciare il certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo, sulla base dei “Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico”.

Quanto alla sussistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva colposa e il decesso del paziente, avvenuto il 1° agosto 2013, nel corso di un allenamento ciclistico per “arresto cardiaco acuto da verosimile recidiva di infarto, in soggetto con esiti di pregresso infarto del miocardio”, leggesi nella sentenza in rassegna che, “a fronte di un tracciato ECG patologico, se il medico non avesse rilasciato il certificato di idoneità alla pratica agonistica del ciclismo ed avesse indirizzato il paziente ad una completa valutazione cardiologica, in modo da prevenire future aritmie, l’omesso riconoscimento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica lo avrebbe indotto a non proseguire gli allenamenti intensi in bicicletta, idonei a provocare ‘una discrepanza ossigenativa su una parte del muscolo scheletrico’ ”.

rocco tritto 130x130Rocco Tritto
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Parkinson: ricerca della Fondazione Mondino apre nuove prospettive per la diagnosi precoce

Presentati al congresso LIMPE-DISMOV di Rimini nuovi risultati della Fondazione Mondino IRCCS di...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti, viene da dire, sfogliando l’ultimo...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
empty alt

Arriva l’estate, riaprono i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand Paradis

Riaprono per la stagione estiva i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand...
Back To Top