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Venerdì, 26 Giu 2026

di Paolo Vita

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha perso una causa da circa 4,2 milioni contro la società di costruzioni Astaldi per i lavori di ristrutturazione del Polo Biotecnologico di Milano in via Bassini, effettuati nel 2004.

La sentenza di primo grado è stata emessa dal Tribunale Civile di Roma il 6 agosto del 2010, ma davanti al mancato pagamento da parte dell'ente di piazzale Aldo Moro, la società di costruzioni ha provveduto al pignoramento di 4.185.000 euro presso la Banca Nazionale del Lavoro, che gestisce il servizio cassa del Cnr.

osì il cda del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dopo aver preso atto della mancanza di denari nel Fondo rischi ed oneri per far fronte a tale spesa, a causa del pagamento di un altro risarcimento da 1,4 milioni, disposto dal Tribunale di Massa, ha deciso di attingere al Fondo di riserva, malgrado le risorse lì custodite fossero vincolate nella loro destinazione. Vediamo perché il giudice ha condannato il Cnr a pagare l’ingente somma.

Il 4 marzo del 1998 il Consiglio Nazionale delle Ricerche affidò l'appalto ad un associazione temporanea di imprese (Ati) che fallì e fu sostituita dalla Astaldi nel dicembre 2001. Dopo la sostituzione, il Cnr chiese due varianti, definite dal consulente del giudice "di carattere sostanziale", visto che la progettazione iniziale, continua il tecnico nominato dal Tribunale, "era errata per alcuni aspetti e omissiva per altri, causata dall'inadeguata valutazione dello stato di fatto, dalla mancata identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, dalla violazione delle norme di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali".

Cioè quando il Cnr affidò l'appalto, il progetto era gravemente sbagliato e lacunoso, così in corso di esecuzione l'ente ha dovuto chiedere alla Astaldi molti e rilevanti cambiamenti. Ma una volta ottenuti tali lavori il Cnr non ha voluto pagarli e ha, anzi, ridotto il corrispettivo dovuto alla società perché l'esecuzione delle opere aveva richiesto più tempo rispetto a quanto inizialmente programmato.

La difesa del Cnr, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, stando a quanto dice il giudice, non è stata un granché, visto che si è costituita tardi in giudizio e non ha indicato neppure sommariamente alcuni degli elementi su cui si basava la difesa.

Adesso che il Cnr ha pagato, resta da vedere se, in caso di conferma della decisione nei successivi gradi di giudizio, l’ente avvierà un’azione di responsabilità nei confronti di coloro che a vario titolo hanno contribuito alla clamorosa débâcle, che ha sottratto importanti risorse alla ricerca.

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