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Domenica, 22 Mar 2026

di Biancamaria Gentili

Gli antichi romani, ai quali dobbiamo i fondamenti del nostro diritto, guardavano con estrema diffidenza all'eventualità che qualcuno potesse conservare un incarico dopo la scadenza prestabilita.

Per loro, la prorogatio e l’interim erano istituti cui ricorrere solo in casi eccezionali. Il nostro attuale ordinamento è dello stesso avviso, soltanto che, poi, come talvolta capita, la realtà sembra andare in una direzione diversa.

Per rendersene conto, basta dare un’occhiata a quel che accade al Cnr, dove neppure con l’insediamento del neo direttore generale, Paolo Annunziato, si è posto un freno al vieto e abusato sistema.

Con un provvedimento dell’8 ottobre scorso, infatti, Annunziato, “tenuto conto che è ancora in itinere la finalizzazione del nuovo assetto organizzativo dell’ente, secondo il nuovo statuto (entrato in vigore nel lontano 19 aprile 2011, ndr)”, dopo aver assegnato a se stesso l’interim della direzione dell’Ufficio divulgazione e relazioni istituzionali, ha prorogato fino alla definizione della nuova organizzazione e comunque non oltre il 31 marzo 2013, ben undici incarichi dirigenziali.

Si va dall’Ufficio contabilità e bilancio (dr. Piero Angelini) all’Ufficio promozioni e sviluppo collaborazioni (sig.ra Manuela Arata); dall’Ufficio accordi e relazioni internazionali (d.ssa Virginia Coda Nunziante) all’Ufficio attività e relazioni con istituzioni europee (d.ssa Anna D’Amato);  dal Servizio per la gestione informatica dei documenti, dei flussi documentali e degli archivi (dr. Paolo De Gasperis) all’Ufficio procedimenti disciplinari (d.ssa Anna Maria Montana); dall’Ufficio contenzioso civile e patrimoniale (d.ssa Lola Nistri) all’Ufficio del cda e del consiglio scientifico (dr. Giuliano Salberini) e a quello del Collegio dei revisori dei conti (dr. Sandro Valli).

Proroga semestrale anche per Massimiliano Di Bitetto, facente funzioni di direttore centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture e per Alessandro Preti, già facente funzioni di direttore centrale supporto alla gestione delle risorse.

Entrambi, per non essere da meno al direttore generale e sempre in attesa “della finalizzazione del nuovo assetto organizzativo”, hanno deliberato un altro pacco di proroghe.

Preti, dopo aver prorogato se stesso anche come dirigente dell’Ufficio stato giuridico e trattamento economico, ha fatto altrettanto per Alda De Cesare (Ufficio formazione del personale); Rosanna Guernieri (Ufficio concorsi); Anna Maria Liberati (Ufficio trattamento previdenziale), Roberto Tatarelli (Ufficio monitoraggio  risorse e ragioneria), Alessio Marchetti (data manager) e Orazio Fabrizio (Ufficio rapporti con le organizzazioni sindacali).

Di Bitetto, invece, ha stabilito un record difficilmente eguagliabile. Da vero superman, dopo aver incassato la proroga di direttore centrale dal direttore generale, ha pensato bene di affidare a se medesimo anche la dirigenza ad interim di altre quattro (dicasi: quattro) strutture (Ufficio sviluppo del patrimonio edilizio; Ufficio prevenzione e protezione; Ufficio servizi generali della sede centrale e Ufficio programmazione operativa), prorogando al contempo, sempre per un semestre, i dirigenti degli Uffici supporto alle partecipazioni societarie (dr. Riccardo Micolitti), sistemi informativi e documentali (dr. Maurizio Lancia) e infrastrutture di elaborazione e di comunicazione (dr. Mario Tozzoli).

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