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Sabato, 23 Mag 2026

di Ivan Duca

L’appuntamento è per domani mattina in via Flaminia, innanzi alla III sezione del Tar. L’Avvocatura dello Stato e i difensori di Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento scienze biomediche del Cnr, spareranno le ultime cartucce per cercare di convincere il collegio delle ragioni dei rispettivi assistiti.

L’Avvocatura sarà in difesa del Cnr che, con un  provvedimento dell’11 luglio dello scorso anno, aveva escluso Pozzan dalla procedura di selezione dei direttori di dipartimento.

A stretto giro, il predetto provvedimento era stato impugnato dal destinatario dinanzi al Tribunale amministrativo del Lazio che, con ordinanza del 9 agosto, ne aveva disposto la sospensiva.

In attesa dell’esame di merito, che ci sarà appunto domani, il Cnr il 19 dicembre aveva assegnato, con riserva, a Pozzan la più ambita delle poltrone di direttore di dipartimento, dopo che lo stesso era stato ammesso alla selezione, effettuata da una commissione composta da Guido Grandi, membro del consiglio scientifico del Cnr, Fulvio Uggeri, direttore del centro ricerche Bracco e Alberto Mantovani, ordinario all'Università di Milano.

Oltre a Pozzan, già direttore dell’Istituto di neuroscienze del Cnr, al cda del Cnr erano stati segnalati anche Gennaro Ciliberto, 58 anni, direttore scientifico dell'Irccs "Istituto nazionale tumori Fondazione G. Pascale di Napoli" e ordinario di Biologia molecolare all'Università Magna Graecia di Catanzaro e Daniela Corda, 57 anni, direttore dell'Istituto di Biochimica delle Proteine del Cnr di Napoli.

Oggetto del singolare contenzioso tra Pozzan e il Cnr, il contenuto dellart.2, comma 2, del bando di selezione, che richiedeva ai candidati di “avere alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande (maggio 2012, ndr) una età che consenta l’espletamento di un mandato quadriennale, con riferimento al conseguimento dei requisiti previsti per il collocamento in quiescenza per i dipendenti del Cnr” e non di altra amministrazione alla quale eventualmente appartiene il candidato stesso.

Ma è proprio sul momento in cui il professor Pozzan maturerà o ha maturato il diritto alla pensione che si giocherà tutta la partita.

In concreto, fermo restando il potere discrezionale del Cnr di accogliere o meno una sua richiesta di trattenimento in servizio, ci sono due possibilità.

Se Pozzan, che compirà 65 anni il 22 febbraio del 2014, dovesse aver maturato il diritto alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2011 (36 anni di contributi e 60 anni di età anagrafica), anche se il Cnr accogliesse la sua istanza di trattenimento in servizio per un biennio, il termine di cui al succitato articolo 2 del bando spirerebbe col compimento dei 67 anni, vale a dire il 22 febbraio 2016, senza così potere assicurare l’assolvimento di un mandato quadriennale, siccome richiesto dal bando stesso.

Se invece l’interessato, alla predetta data del 31 dicembre 2011, non avesse maturato il diritto, risulterebbe destinatario delle norme contenute nella legge n.214/2011 (riforma Fornero), che dal 2013 richiedono per la pensione di vecchiaia anche dei dipendenti del Cnr, l’età anagrafica di anni 66 e mesi 3.

In tal caso, con il trattenimento biennale, Pozzan resterebbe in servizio almeno fino al 2018 e, pertanto, non avrebbe problemi ad assicurare la sua presenza per tutta la durata dell’incarico quadriennale di direttore del dipartimento di Scienze biomediche.

Solo il Tar, dunque, domani, potrà dire l’ultima parola sull’attribuzione del prestigioso incarico scientifico.

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