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Martedì, 27 Ott 2026

di Ivan Duca

Tre giorni fa, il Cnr ha pubblicato i dati contenuti nel rendiconto dì esercizio 2012, approvato dal cda dell’ente lo scorso 27 giugno.

Si tratta di un corposo documento contabile-gestionale di circa 180 pagine dal quale emerge per l’ente di ricerca di piazzale Aldo Moro un quadro tutt’altro che roseo.

A fronte di entrate pari a 948,6 milioni di euro (-5,5% rispetto al 2011), il Cnr nel corso del 2012 ha impegnato spese per  1 miliardo e 66 milioni di euro (+18% rispetto al 2011), totalizzando – rispetto al 2011, quando si era registrato un avanzo di competenza di oltre 116 milioni -  un disavanzo di competenza di poco più di 117 milioni che, per effetto della contabilizzazione dei residui attivi e passivi, ha determinato un avanzo di amministrazione di poco superiore ai 230 milioni, così riducendo di quasi 110 milioni quello risultante al 31 dicembre 2011.

Per quanto riguarda le entrate, se dal Miur sono finiti nella casse del Cnr 47,6 milioni in più rispetto al 2011, dagli altri ministeri sono venuti a mancare quasi 119 milioni, a causa della consistente riduzione, di oltre 72 milioni, dei finanziamenti Pon, di quelli per altre progettualità (Firb, Fisr, Far, Prin), per circa 23,8 milioni, e di quelli di altri ministeri, per quasi 22 milioni.

Anche i finanziamenti da parte delle Regioni e degli enti locali hanno fatto registrare un  -1,271 milioni rispetto al 2011, in controtendenza rispetto al +1,9 milioni da parte di altri enti del settore pubblico e privato.

Quanto alle spese, rispetto all’anno 2011, da segnalare l’impennata per i beni di consumo durevoli (+120%), seguite da quelle per l’alta formazione post laurea (+80%), per partecipazioni (+50%), per beni servizi e prestazioni tecnico-scientifiche (+42%), per oneri tributari (+30%) , per beni di consumo (+25%) e per il personale (+5%).

In calo, invece, le spese per gli organi dell’ente (-30%), per l’ammortamento dei mutui (-10%) e per l’indennità di anzianità (-51%), quest’ultima ascrivibile agli effetti della Legge Fornero, che ha differito, e non di poco, i tempi per accedere alla quiescenza.

Quanto alla liquidità di cassa, alla fine del 2012 l’ente presieduto da Nicolais disponeva di una somma di circa 510 milioni di euro, mentre la consistenza del patrimonio immobiliare risultava essere di quasi 705 milioni di euro.

Lievitato di poco il valore dei brevetti: da 2 milioni 336 mila euro nel 2011 a 2 milioni 481 mila euro alla fine del 2012.

In calo gli incarichi di collaborazione, passati da 1320 a 984, con una riduzione di spesa da 15,3 milioni a 12,5.

Singolare, infine, la voce di spesa relativa alle prestazioni di lavoro autonomo-occasionale, che ha fatto registrare un calo numerico delle stesse (da 1203 a 1094) al quale, però, è conseguito un incremento della spesa: da 3 milioni 350 mila euro, nel 2011, a 3 milioni 593 mila euro, nel 2012.

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