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Lunedì, 23 Mar 2026

di Rocco Tritto

Nei giorni scorsi, anche se con non poco ritardo, la direzione generale dell’Istat ha distribuito il conto consuntivo 2012 dell’ente statistico. Il documento contabile, infatti, ha ottenuto il disco verde dal cda nel corso della riunione del 30 aprile 2013.

Se dei risultati che emergono dal detto consuntivo diremo più approfonditamente in un prossimo articolo, ora ci preme segnalare l’iter procedurale che ha portato alla sua approvazione, che, a nostro avviso, si appalesa bizzarro anzichenò.

Che il percorso seguito dal cda non fosse proprio lineare, Il Foglietto lo aveva evidenziato fin dal maggio scorso allorquando aveva ritenuto che, essendosi il presidente dell’ente, Enrico Giovannini, dimesso il 28 aprile per assumere la carica di ministro della Repubblica, nessuno – legge alla mano - aveva titolo per presiedere la riunione del 30 aprile dello stresso cda.

La nostra tesi, nelle settimane successive, ha trovato puntuale conferma da parte addirittura del governo che, in attesa della designazione del nuovo presidente (di cui ancora non v'è traccia), ha giustificato la nomina di Antonio Golini come facente funzioni di presidente, col fatto che – uscito di scena Giovannini – il cda sarebbe stato impossibilitato a riunirsi per mancanza del soggetto preposto a presiederlo, non essendo prevista alcuna figura di vice presidente.

Grande è stata, perciò, la sorpresa nell’apprendere dal verbale del cda appunto del 30 aprile 2013, allegato al conto consuntivo, che, preso atto di quanto dichiarato del direttore generale Maria Carone, nella sua qualità di segretaria del consesso, la riunione è stata “presieduta” dal “Consigliere membro senior” (sic!), che si è dichiarato “disponibile ad assicurare il coordinamento della seduta” (doppio sic!).

Indubbiamente la materia statistica, in questi ultimi mesi, è all’origine di nuove figurae iuris.

Chi non ricorda la querelle circa la natura giuridica del successore temporaneo di Giovannini, per settimane di incerta qualificazione, poi risolta grazie all’ausilio determinante del pronunciamento governativo che, dopo numerosi articoli del Foglietto, ha finalmente reso pubblico il decreto di nomina di Golini, definitivamente qualificato come f.f. (facente funzioni), di cui – per incidens – non è ancora noto l’ammontare del compenso, che sarebbe dovuto essere indicato nel medesimo atto di nomina.

Ma la fase di elaborazione dottrinale nella materia statistica sembra non finire mai. Spunta ora la nuova figura del coordinatore/presidente, i cui requisiti essenziali sembrano essere la qualità di senior e la disponibilità a coordinare. Peccato che tale figura sia durata lo spazio di un mattino alias di una sola seduta.

Per quel che ricordiamo, per fare il presidente occorre esserlo. Se uno coordina, vuol dire che non è presidente. O no?

Morale della favola: il conto consuntivo 2012 è da considerarsi un documento valido a tutti gli effetti oppure, in quanto deliberato da un cda operativo senza il presidente, deve ritenersi tamquam non esset, al pari, ad esempio, di un diploma di laurea conferito dal sindaco?

A chi l’ardua sentenza? Difficile dirlo, trattandosi di materia irta di difficoltà, ben più complesse di quelle che stanno emergendo sulla legge Severino.

Intanto,  il 13 settembre, proprio alla vigilia della scadenza del termine per la presentazione delle domande da parte degli aspiranti alla sostituzione di Maria Carone al vertice della direzione generale dell'ente, con un avviso privo di firma, a sorpresa e senza motivazione alcuna, il termine stesso è stato prorogato al 15 ottobre.

Ormai è certa la nomina di un reggente al posto della Carone, in uscita per scadenza di contratto il prossimo 26 settembre, così oltre al presidente f.f., l'Istat avrà anche un direttore generale f.f.

Un record davvero poco invidiabile.

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