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Lunedì, 23 Mar 2026

di Rocco Tritto

Il senatore della Repubblica, Roberto Ruta (Pd), componente  della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, sembra fare sul serio con un disegno di legge, depositato il 17 ottobre scorso, finalizzato al riordino degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole e alla istituzione dell'Agenzia nazionale di ricerca in agricoltura e per lo sviluppo agroalimentare e forestale "Verdissima".

L’Agenzia avrebbe come propri compiti la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli, ittici, alimentari italiani e delle relative filiere agroalimentari, la ricerca e la sperimentazione per l'agricoltura e per la sicurezza alimentare, la rilevazione, l'elaborazione e la diffusione dei dati riguardanti i mercati alimentari, agricoli, forestali ed ittici, anche ai fini statistici e socio economici, il coordinamento dei soggetti pagatori, le erogazioni in agricoltura e la relativa funzione di controllo, lo sviluppo della ruralità, della forestazione, dell'agricoltura e delle filiere agroalimentari, il supporto ed il sostegno globale alle attività imprenditoriali agricole, anche creditizio e finanziario fino alla partecipazione societaria, l'agevolazione del ricambio generazionale e la mobilità del mercato fondiario rurale.

L’iniziativa coinvolge due enti di ricerca, il Cra e l’Inea, che, previa soppressione, finirebbero nella costituenda Agenzia.

Stessa sorte verrebbe riservata ad altri enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole: Ismea, Agea, Isa, Sgfa srl, Isi srl, Sin e Agecontrol.

L’Agenzia sarebbe un ente di ricerca di diritto pubblico, sottoposto a vigilanza da parte del Mipaaf, con sedi territoriali in ciascun capoluogo di regione e articolato, anche nelle sedi regionali, in quattro dipartimenti corrispondenti ad autonome aree funzionali.

Essa subentrerebbe, come datore di lavoro, nei contratti di lavoro del personale degli enti soppressi, con il medesimo trattamento giuridico, economico e previdenziale in essere.

Quattro gli obiettivi che la proposta di riordino si propone di raggiungere e che sono illustrati nella relazione che accompagna la proposta legislativa.

In testa, la finalità di assicurare un'unica regia alle politiche di sostegno e di servizio a supporto del comparto agricolo e delle filiere agroalimentari.

Altro obiettivo, tutt’altro che secondario, la  riduzione dei costi attuali dovuti alla molteplicità di centri decisionali e della loro governance, attivi negli otto enti da sopprimere. Per intenderci, otto presidenti, otto cda, otto direttori generali, otto direttori amministrativi e, chi più ne ha, più ne metta.

Vedremo ora quali saranno i tempi per l’esame della proposta del sen. Ruta e, soprattutto, quali saranno le reazioni da parte dei vertici degli enti in odore di soppressione.

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