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Lunedì, 26 Ott 2026

di Ivan Duca

Il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso è ormai scaduto da 10 giorni, eppure al Cnr c’è chi è ancora incredulo per il numero degli aspiranti dirigenti di II fascia.

Saranno, infatti, in circa 400 a contendersi i 6 posti a tempo indeterminato messi a bando: 3 per l’area giuridico-amministrativa e altrettanti per quella tecnico-istituzionale.

Un’affluenza che dovrebbe garantire alle commissioni esaminatrici ampie possibilità di identificare chi potrà meglio assicurare un'amministrazione di qualità al Cnr.

Il concorso costituisce, poi, un’opportunità per i tanti ricercatori e tecnologi che hanno retto le strutture amministrative e tecnologiche dell’Amministrazione centrale del Cnr fino al 2013, oltre che per i due fortunati dirigenti amministrativi incaricati ai sensi dell’art.19 del D.Lgs. 165/2001, ma non rimossi dal direttore generale, Paolo Annunziato, nell’ambito della riorganizzazione di S. Silvestro.

Una cosa è certa, la nomina dei vincitori di concorso porrà fine ad una situazione di apparente irregolarità. Infatti, il predetto art. 19, con il quale si determinano le modalità per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a tempo determinato, prevede che gli stessi “possono essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui all'articolo 23 e dell'8 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia”.

In pratica, poiché il Cnr nella sua dotazione organica ha due dirigenti di I fascia e dieci di seconda, l’ente può conferirne uno solo di II fascia a tempo determinato. Di contro, ad oggi, ne risulterebbero assegnati due, con un aggravio di spesa per l’ente, in ragione delle dovute retribuzioni.

Mentre l’ente presieduto da Luigi Nicolais si appresta a gestire le problematiche connesse al riordino dell’Amministrazione centrale, per i concorsi da dirigente già circolano nomi di candidati eccellenti che, in altri enti di ricerca, ma non solo, da tempo rivestono incarichi dirigenziali, lautamente retribuiti, ma che - essendo stati assunti con contratto a termine – rischiano, alla scadenza, di ritrovarsi disoccupati.

Insomma, quella del Cnr sarebbe l’occasione per conquistare il tanto “bistrattato” posto fisso. Da dirigente.

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