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Lunedì, 23 Mar 2026

Alle ore 12 di venerdì prossimo, 9 giugno, scadrà il termine per proporre le candidature per direttore generale della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

L’importante carica negli ultimi sei mesi è stata ricoperta ad interim da Marco Cinquegrani, che nel quadriennio precedente era stato direttore generale pleno jure dell’ente di ricerca partenopeo.

Il 7 maggio scorso, a quasi cinque mesi dell’insediamento al vertice della Stazione zoologica del presidente Roberto Danovaro, è stato pubblicato l’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico, il cui contenuto ha subito suscitato qualche perplessità in ordine alla durata, fissata in un anno e non in quattro, come previsto dallo statuto dell’ente.

Ma le perplessità non finiscono qui, dato che non minore stupore destano le modalità di determinazione del compenso per il nominando dg.

Stando all’avviso pubblico, infatti, “il trattamento economico  è determinato in base a quanto previsto dal decreto interministeriale n. 315/2011 e non è cumulabile con altri compensi o indennità  di lavoro autonomo o dipendente”.

Sennonché, sfogliando il predetto decreto si scopre che già nell’intitolazione esso fa riferimento inequivocabile ai direttori generali delle Università, il cui compenso, non a caso, è ancorato a parametri e criteri mirati alle esigenze dell’amministrazione universitaria (numero di studenti, corsi di studio attivati, etc.), con la conseguenza che tanto il trattamento economico che la retribuzione di risultato sono articolati in ben tre fasce.

Ammesso e non concesso che alla Stazione Zoologica si possa davvero applicare una regolamentazione stabilita per una fattispecie con la quale non sembra esserci alcuna analogia, resta ulteriormente da stabilire quale delle tre fasce riconoscere al prossimo direttore generale.

Escluso che si possa procedere ad libitum, non sono in pochi a chiedere che, prima della nomina, siano fissati criteri certi e trasparenti.

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