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Venerdì, 10 Mag 2024

Diciamoci la verità: un po’ di quattrini in più fanno comodo a tutti. Alle persone fisiche, a quelle giuridiche ma anche agli enti pubblici. All’Ingv avranno fatto - e come dargli torto - lo stesso ragionamento, tanto più che, nel caso concreto, si trattava di una discreta sommetta, ossia ben 5 milioni di euro.

Ma andiamo con ordine.

Tutto ha avuto inizio il 5 giugno scorso, quando, con un comunicato al personale precario, Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, dopo aver brevemente discettato del modo migliore di sistemare gli stabilizzandi, rassicurando tutti che “non passa giorno in cui non si lavori su questo obiettivo”, annunciava intanto trionfalmente urbi et orbi l’approvazione da parte del Parlamento di uno “stanziamento ulteriore fino a 5 milioni/anno a favore dell’Ingv”, un tesoretto che avrebbe consentito all’ente di guardare al futuro “con maggiore autonomia finanziaria” e, si augurava, con “più forte progettualità scientifica”.

Fin qui, come non rallegrarsi con/per Doglioni e il “suo” ente!?! Sennonché, come la storiella di San Tommaso insegna, non manca mai chi va in cerca di certezze e vuol toccare con mano quanto altri si limitano a proclamare solo a parole. Questa è stata la volta dell’Usi, che ha deciso di vederci chiaro fino in fondo per capire da dove fosse rampollato il generoso finanziamento e se il destinatario finale fosse veramente l’ente di via di Vigna Murata. Difficile dar torto al sindacato/San Tommaso, soprattutto in questi tempi di tagli e di lesina. Tanto più che, come direbbe l’on. Bersani, 5 milioni “son mica noccioline”.

Detto fatto, apposita istanza di accesso civico è stata rivolta dall’Usi-Ricerca all’Ingv, che ha risposto precisando che “l’affermazione del prof. Doglioni fa riferimento alla legge n.96/2017, di conversione del Dl. n.50/2017 e, nello specifico, all’art.41, comma 4 bis”.

Essendo le norme milioni di milioni, mentre ringraziamo il prof. Doglioni per la preziosa precisazione, dobbiamo purtroppo nel contempo manifestare le nostre profonde perplessità circa l’esatta interpretazione che della richiamata disposizione è stata data dal presidente dell’Ingv.

Ed invero, legge alla mano, il citato comma 4 bis dell'art. 41 così recita: ”Un’ulteriore quota delle risorse di cui al comma 2, fino a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, può essere destinata all’Ingv per le attività di sorveglianza sismica e vulcanica sul territorio nazionale”. Dove è evidente che a) “può” non equivale a “è”, onde indica una possibilità, non l’ineluttabilità che il dictum della disposizione si avveri; b) che “fino a 5 milioni” indica il limite oltre il quale non si possono destinare ulteriori risorse, ma queste in concreto possono non solo essere di meno ma addirittura non esserci affatto.

Alla stregua dei predetti inconfutabili rilievi, visto che l’invocata disposizione delinea uno scenario tutt’altro che pacifico e, comunque, non rassicurante circa l’attribuzione all’Ingv di risorse aggiuntive, forse il prof. Doglioni farebbe bene a dirci se e quali somme ex art.41, comma 4 bis sono, ad oggi, entrate nella disponibilità dell’ente che presiede.

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