Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 02 Mar 2024

Se qualche giorno fa Becchi e Zibordi, con un intervento sul sito internet del Sole 24 Ore, basandosi su dati di una fonte inattendibile spacciati per dati Istat, intendevano dimostrare che, in Italia, il numero di decessi nel primo trimestre 2020 fosse addirittura inferiore a quello degli anni precedenti, oggi l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) lancia un allarme di segno opposto, ripreso anche da Milena Gabanelli e Simona Ravizza in Dataroom del Corriere della Sera.

Secondo l’Ispi, in Italia sarebbero morte 20.875 persone in più tra il 1° marzo e il 4 aprile di quest’anno, mentre i decessi ufficialmente attribuiti al Coronavirus nel medesimo periodo sarebbero 15.328, con una sottostima del 36%.

Il 17 aprile scorso l’Istat aveva, però, comunicato che “al momento, dai dati prodotti non è possibile fare alcuna sintesi dell’incremento dei decessi in Italia (così come nelle regioni e nelle province) nei primi quattro mesi del 2020 e alcun confronto con lo stesso periodo del 2019 perché non sono ancora disponibili i dati di tutti i Comuni italiani”.

Come è possibile allora che l’Ispi – citando l’Istat - arrivi a tali cifre?

Di fatto, ha messo impropriamente a confronto – senza specificarlo – l’aumento dei morti in un sottoinsieme di 1.689 Comuni, con quelli per coronavirus di tutta Italia. All’esito delle verifiche, la sottostima dovrebbe essere anche superiore, ma il problema è un altro.

L’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), aggiornata in tempo quasi reale, annovera al momento 5.936 Comuni, che coprono circa i 3/4 della popolazione italiana. Gli altri, tra cui Roma, ancora stanno lavorando per passare dall’anagrafe comunale a quella unica nazionale. Come riportò la stessa Gabanelli in un recente Dataroom: avrebbe dovuto completarsi entro il 31 dicembre 2014, ma a ottobre 2016 solo l’eroico Comune di Bagnacavallo era entrato in Anpr.

Se l’Anpr fosse completa, si potrebbero ora avere informazioni puntuali, esaustive e tempestive sul numero di decessi, ma visto che anche in questo settore l’Italia sconta un ritardo cronico, il Paese resta in balìa dell’ansia da prestazione di esperti o presunti tali, che vorrebbero anticipare dati che ancora non ci sono.

Di recente, anche il professor Blangiardo, illustre demografo e attuale presidente dell’Istat, nell’analizzare gli scenari sugli effetti demografici del Covid-19 ha formulato 13 diverse ipotesi con un range che va da 34 mila (+5%) a 123 mila (+19%) decessi in più nel 2020. Non è escluso che una di esse si possa avverare.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

L’economia nell’era degli spiriti algoritmici

Poiché lo spirito del tempo vuol convincerci che le macchine fanno, e soprattutto faranno, meglio...
empty alt

Elezioni in Sardegna: Meloni, da musa a musata

Giorgia Meloni ha preso una botta. Da musa della destra esce dalle urne sarde con una musata....
empty alt

“La zona d’interesse”, il film più importante del secolo

La zona d’interesse, regia di Jonathan Glazer, con Christian Friedel, Sandra Hüller, Johann...
empty alt

Dispensa dal servizio per motivi di salute, dopo tentativo reimpiego in altro ruolo

Con ordinanza n. 4640/2024, pubblicata lo scorso 21 febbraio, la Corte di cassazione – sezione...
empty alt

“Journal of Innate Metabolism”, rivista scientifica tutta dedicata alle Patologie del metabolismo innato

E’ italiana e uscirà a fine del corrente mese la prima rivista al mondo interamente ed...
empty alt

Il "Catalogo stellare di Harvard". Un importante lavoro femminile collettivo

La mappatura del cielo di fine Ottocento fu possibile grazie ai miglioramenti della tecnica...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top