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Giovedì, 23 Mag 2024

Un aforisma di Arthur Schopenhauer, quanto mai attuale, recita: la salute non è tutto ma senza salute tutto è niente.

Sarebbe saggio partire da questo dogma per avviare la cosiddetta "Fase 2", ridisegnando i nostri comportamenti, le nostre abitudini consolidate e diventare protagonisti del nostro vivere quotidiano, del nostro stile di vita, del nostro approccio al cibo, in particolare, avendo contezza di un dato inconfutabile: il primo atto per guadagnare salute è nutrirsi (e non alimentarsi) in maniera consapevole.

Nei fatti, c’è ampia condivisione della scienza medica nell’affermare che la durata e la qualità della vita in salute dipendono per il 70% dallo stile di vita, da un approccio più intelligente al cibo e dall’ambiente in cui si vive, e per il 30% dalla componente genetica.

Nulla sarà come prima, è il mantra che ci sta accompagnando durante questa pandemia, che ci sta facendo preoccupare perché non sappiamo quando finirà né come rientreremo nella vita normale. Abbiamo contezza sin da ora, però, che i nostri comportamenti, il nostro stile di vita, il nostro approccio al cibo per nutrirci meglio e migliorare il nostro sistema immunitario, non saranno scelte neutre, per l’effetto dirompente che potranno avere sulla nostra e sulla vita altrui.

L’aforisma di Schopenhauer, quindi, deve imporci quel “sano egoismo” capace di migliorarci la vita, facendo scelte potenzialmente utili al nostro prossimo e all’ambiente nel quale viviamo.

Il lockdown ancora in atto, la confusione generale, una infodemia insopportabile, la strage dei nostri anziani, il numero elevato delle vittime, stanno segnando in maniera indelebile la nostra coscienza, le nostre sensibilità.

Questa pandemia rischia di diventare poca cosa se paragonata però all’elevato numero dei morti che ogni anno si registrano nel nostro Paese, a causa degli errati stili di vita, della cattiva alimentazione e della eccessiva sedentarietà.

Gli ultimi dati ISTAT disponibili ci dicono che su 650.614 decessi in totale nel 2017 in Italia, 262.000 sono causati da due tipologie di malattie non trasmissibili, quella del sistema circolatorio e quella del diabete mellito, e altre malattie endocrine, nutrizionali metaboliche, che sono collegate direttamente all’alimentazione e allo stile di vita.

Complessivamente, le malattie non trasmissibili incidono per circa il 75% sulla spesa sanitaria nazionale, per un importo pari a 67 miliardi di euro.

Quindi, nel compiere questo cambio di passo inevitabile va acquisita la convinzione che: Nutrirsi in maniera intelligente, acquisire uno stile di vita sano, avere rispetto dell’ambiente e della biodiversità, evitare lo spreco di cibo, esaltare la convivialità, devono diventare i MUST del nostro vivere quotidiano, senza inventarci cose nuove, perché sono questi i cardini del modello Alimentare racchiuso nella Dieta Mediterranea, di cui siamo detentori, considerato il migliore al mondo.

E’ questo sicuramente il tempo di una inversione di tendenza in cui la nostra buona volontà e la nostra rieducazione comportamentale dovranno coincidere con una strategia rinnovata della Sanità Italiana, che punti con forza sulla Prevenzione Primaria, leva fondamentale per far guadagnare salute alle comunità, rispettando concretamente il dettato costituzionale (art 32).

Potremo in tale direzione rivisitare il famoso detto “che fra il dire e il fare non c’è più di mezzo il mare” ma il ricominciare a migliorare la qualità della nostra vita e quella delle future generazioni.

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Presidente Osservatorio Dieta Mediterranea

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