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Martedì, 17 Mar 2026

Cacciatore ID6975Dal 1° luglio scorso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, un decreto del 13 giugno 2023 del ministero dell’Ambiente a guida Pichetto Fratin, varato di concerto con il ministero dell’Agricoltura,  apre - con il pretesto del contenimento dei cinghiali - a un imponente piano di abbattimento, con ogni tipo di mezzo, esteso a varie specie di animali selvatici stanziali e migratori.

Mi preme ricordare che l’eccessiva proliferazione dei cinghiali è opera delle associazioni dei cacciatori che hanno immesso nel nostro Paese, negli anni ’70, varietà estranee al nostro ambiente, provenienti dall’Europa centrale. Ora coi fucili ne godranno.

Le Regioni decideranno, con atti amministrativi, quali specie abbattere e in quale periodo dell’anno. Prioritario ai fini del contenimento sarà l’intervento di uccisione delle “femmine e giovani esemplari”. Gli animali potranno essere uccisi da operatori pubblici, veterinari, da privati cacciatori e aziende dedicate allo scopo, nonché proprietari di fondi, istruiti dopo un corso di formazione gestito dall’Ispra.

Sono ammesse, ai fini dello sterminio, reti, gabbie, trappole, fucili laser, armi di precisione di “ogni tipo di calibro” con ottiche termiche, archi, richiami vivi, animali impagliati, esche alimentari. Per gli abbattimenti si potranno utilizzare persino l’arco e la cerbottana, per indurre la narcosi.

Come nel Medioevo, al tempo di Federico II, per catturare alcuni uccelli considerati “pericolosi” per l’uomo e la sua agricoltura, si potranno utilizzare i falchi (dovranno anch’essi essere tenuti prigionieri e frequentare un corso di formazione per riconoscere le specie da predare e quelle da lasciare vivere?).

I “prelievi faunistici” sono consentiti anche nelle aree protette ove cacciatori e contractors potranno uccidere cervi e stambecchi, “forme ibride presenti in natura”e tra queste gli “ibridi cane lupo”, vale a dire cani meticci. E’ prevista la possibilità di abbattere anche lupi, che, ad oggi, sono l’unico vero baluardo per il contenimento dei cinghiali, che costituiscono praticamente la quasi totalità della loro dieta.

Il piano si propone l’obiettivo di uccidere il 50 per cento degli ungulati (vale a dire anche cervi, daini, caprioli, stambecchi...e forse arriveranno anche ai camosci, dato il termine generico), femmine e piccoli, in particolare.

Il suddetto decreto, che ha avuto il plauso di Coldiretti, al comma 3.1.13, indica un ulteriore obiettivo di questa crociata anti-fauna selvatica: la “Creazione di una filiera delle carni”, desiderio eccelso del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Il decreto ha quindi anche finalità industriali: commercializzare su vasta scala la carne degli animali selvatici, che gli eroici uccisori potranno conferire ad appositi centri di lavorazione. Si prevede, infatti, l’istituzione sul territorio di “una rete capillare” di Centri di raccolta-sosta (Crs) della selvaggina cacciata, strutture registrate a livello comunale costituite da una cella frigorifera, lavabile e disinfettabile, per la refrigerazione e il deposito temporaneo, massimo cinque giorni, dei capi abbattuti. Il Crs può essere anche mobile, camper o roulotte.

Ma il piombo nelle carni non è estremamente tossico e non consentito nelle carni al supermercato o nei ristoranti? Niente paura: per le carni destinate ai supermercati c’è il “suggerimento” (e neppure l’obbligo) di utilizzo di proiettili atossici. Palline d'acciaio che i cacciatori non vogliono da sempre, perché rigano le canne dei costosi fucili.

Ai Signori del governo e ai loro sostenitori dico: Grazie italiani veraci. Grazie cattolici cristiani che trattate come pezze da piedi la lettera enciclica LAUDATO SI’. Grazie a quanti si sono vantati di aver votato l'inserimento nella Costituzione della tutela dell'ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, degli animali. Grazie sostenitori della "vita". E per avere votato, al Parlamento europeo, contro il restauro dell'ambiente.

damiani giovanni tondoGiovanni Damiani
Presidente G.U.F.I. - Gruppo Unitario Foreste Italiane
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
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