- Dettagli
- di Redazione
di Rocco Tritto
La vicenda della vacanza contrattuale, da inserire da questo mese nella busta paga dei dipendenti pubblici, si tinge di giallo.
di Maurizio Sgroi*
Anche stamattina mi sono svegliato con la voce di qualcuno che ammoniva circa “la grande emergenza rappresentata dalla mancanza del lavoro”. Che poi è una variante di un altro motto oracolare che avrete sentito migliaia di volte in questi anni tormentati: servono le riforme.
di Maurizio Sgroi*
La débâcle dell’Immobiliare Nazionale della Previdenza Sociale, secondo o terzo nome dell’Inps, è scritta nei conti e nelle relazioni che l'hanno accompagnata. La commissione parlamentare di controllo sugli enti di previdenza e la Corte dei conti, che al patrimonio immobiliare dell’Inps hanno dedicato pagine e approfondimenti, lo dicono a chiare lettere: il mattone dell’Inps vale oltre 1,8 miliardi di euro eppure riesce a spuntare rendimenti negativi. Un altro triste primato della cosa pubblica.
di Gaspare Pepe
Con un parere del 1° marzo, reso pubblico nei giorni scorsi, la Funzione Pubblica ha cercato di fare chiarezza in merito alla portata dell’art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che disciplina l’istituto della mobilità del pubblico dipendente all’interno della pubblica amministrazione.
di Adriana Spera
Sono certamente in pochi, anche tra gli addetti ai lavori, a conoscere l’esistenza del Vast, acronimo che sta per Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche.
di Maurizio Sgroi
Sono il convitato di pietra di ogni discussione pubblica. Il Moloch che campeggia rassicurante sulle pagine dei giornali ogni volta che si parla di risanamento dello Stato. Rappresentano, insieme al cosiddetto patrimonio mobiliare, la ricchezza pubblica italiana calcificata da svariati decenni fra le pieghe del bilancio statale: sono gli immobili dello Stato.
di Rocco Tritto
Molti ricorderanno che un nostro articolo del 5 febbraio scorso titolava “Nella busta paga di aprile ci sarà la vacanza contrattuale?”, che seguiva un altro editoriale apparso sul Foglietto del 22 gennaio dal titolo “Quella patrimoniale occulta che da tempo colpisce dipendenti pubblici e pensionati”.
A distanza di un mese siamo in grado di rispondere negativamente all’interrogativo: né ad aprile, né nei mesi successivi ci sarà in busta paga la pur misera “vacanza contrattuale”.
Mario Monti, infatti, senza attendere la formazione del nuovo governo, si appresta ad horas a emanare, di concerto con il ministro dell’economia, un decreto di conferma, anche per il biennio 2013-2014, del blocco della contrattazione nazionale, degli stipendi e dell’indennità di vacanza contrattuale.
Un duro colpo per i 3,3 milioni di lavoratori pubblici la cui busta paga, ferma al 2009, è stata tra l’altro abbondantemente erosa nel corso del quadriennio dall’inflazione.
Sarà dunque il super tecnico dei tecnici, Monti, dopo la figuraccia rimediata alle recenti elezioni che avrebbero dovuto consacrarlo leader politico di levatura mondiale, a colpire ancora una volta il più facile degli obiettivi: i lavoratori del pubblico impiego, che sono tra i pochi in Italia a pagare mensilmente le imposte.
Eppure, uno spiraglio si era aperto a dicembre scorso, quando il blocco dei contratti per il 2013-2014 era scomparso in sede di conversione in legge del disegno di legge di stabilità.
Ma alla svista il super tecnico dei tecnici ha posto subito riparo, ricorrendo all’art. 16 del decreto n. 98/2011, convertito in legge n. 11 del 15 luglio 2011, che consente al governo di prorogare, con un semplice atto regolamentare, il blocco dei contratti dei pubblici dipendenti fino a tutto il 2014.
Se sono tanti a sperare che il nuovo governo ponga fine all’inqualificabile penalizzazione in atto nei confronti del lavoratori della pubblica amministrazione, non sono certamente in pochi quelli che temono che il blocco venga prorogato a tutto il 2017. Per reperire risorse da destinare a tappare quella voragine dal nome Monte dei Paschi di Siena.
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